
L'episodio 141 di Dragon Ball Z, trasmesso in Giappone il 27 maggio 1992, è quello della fusione. Davanti a una minaccia che svuota intere città, Dio accetta finalmente di unirsi a Piccolo e nasce il Super Namecciano. Nelle ultime scene, tra le strade deserte di Gingertown, il mostro venuto dal futuro si mostra per la prima volta.
Riassunto
C-16, C-17 e C-18 si fermano in un paese innevato perché C-18 vuole rinnovare il guardaroba. La ragazza esce dal negozio con gli abiti nuovi addosso senza pagare; il commerciante chiama la polizia, ma le auto lanciate all'inseguimento finiscono distrutte una dopo l'altra.
A Kame House, dove gli amici vegliano su Goku, arriva una telefonata di Bulma: bisogna accendere subito la televisione. Crilin pensa che lei voglia mostrargli un suo discorso, ma il notiziario parla d'altro: a Gingertown gli abitanti sono spariti, lasciando a terra soltanto i vestiti. Un giornalista sul posto si trova davanti a qualcosa, poi il collegamento salta. Crilin dà la colpa ai cyborg, Bulma invece fa notare che la città si trova vicino al punto in cui hanno trovato la macchina del tempo.
Al Palazzo di Dio, il vecchio namecciano capisce che il nuovo nemico è molto peggiore dei cyborg e accetta la proposta di Piccolo: fondersi, usando il corpo di quest'ultimo come base. Mr. Popo cerca di trattenerlo, ma Dio è deciso. Piccolo gli appoggia una mano sul petto, un bagliore li avvolge e di Dio resta soltanto il bastone a terra. Il guerriero che ne esce dice di non essere più né Dio né Piccolo, ma un namecciano che ha dimenticato il proprio nome. Poi vola verso Gingertown.
La città è immersa in un silenzio di tomba, con gli abiti delle vittime sparsi per le strade. Piccolo la attraversa finché non avverte una presenza: dall'ombra esce una creatura verde con ali da insetto e una lunga coda appuntita, che si trascina dietro un uomo terrorizzato.
Il commento
È una puntata di passaggio con un evento enorme al centro. La fusione chiude un discorso aperto fin dalla prima serie: Dio e il Grande Mago Piccolo erano le due metà di un unico namecciano, separate perché il bene si liberasse del male, e ora Dio si riunisce al figlio ed erede di quella parte oscura. Se accetta, è perché Piccolo è cambiato: gli anni accanto a Gohan hanno fatto il loro lavoro. Il prezzo è alto, perché con Dio scompaiono anche le sfere del drago della Terra, e il problema resterà aperto fino all'arrivo di Dende.
Il resto è costruzione dell'atmosfera, e l'anime la cura bene. Il servizio da Gingertown, con le strade vuote e i vestiti abbandonati, funziona come un piccolo racconto dell'orrore. Rispetto al manga cambiano alcuni dettagli: l'inseguimento della polizia coinvolge tre auto invece di una sola, e Piccolo non atterra direttamente davanti al mostro ma vaga a lungo per la città deserta, cosa che allunga l'attesa prima della comparsa del nemico.
Per Cell è un debutto in sordina: poche inquadrature, nessuna parola, un ostaggio tra le mani. Basta, però, a far capire che la saga ha trovato il suo antagonista.
Curiosità
- Adatta il capitolo 359 dalla pagina 9, il capitolo 360 e le prime due pagine del 361. Sceneggiatura di Katsuyuki Sumisawa, regia di Daisuke Nishio, direzione dell'animazione di Masayuki Uchiyama; share del 20,3%.
- In Italia andò in onda su Italia 1 il 14 settembre 2000. Il titolo Mediaset chiama Piccolo «Junior» e Dio «il Supremo»; quello originale significa «Contro un nemico mai visto... nasce il Super Namecciano!!».
- Nel manga il Cell imperfetto ha tre dita per mano; l'anime gliene disegna cinque, e così sarà in tutte le sue apparizioni in questa forma.
- È il primo episodio a usare le musiche composte da Shunsuke Kikuchi per il sesto film, quello del ritorno di Cooler.
Lo sapevi? Durante il servizio da Gingertown, nella versione giapponese si sente una donna gridare aiuto prima di essere zittita. I doppiaggi americani tagliarono le urla, che Dragon Ball Kai ha poi ripristinato.
