Dragon Ball Z episodio 142: «Il segreto del mostro venuto dal futuro»

Dragon Ball Z episodio 142: Piccolo affronta la creatura di Gingertown, che usa il Makankosappo, emana le aure di Goku e Freezer e prepara una Kamehameha.

Aggiornato il 19 ottobre 2026Lettura: 3 min

L'episodio 142 di Dragon Ball Z, trasmesso in Giappone il 3 giugno 1992, mette di fronte il Super Namecciano e la creatura di Gingertown. Piccolo sembra avere la situazione in pugno, ma il mostro conosce le sue tecniche, ha un'aura che ricorda troppe persone insieme e, nel finale, assume la posa più famosa di Goku: quella della Kamehameha.

Riassunto

L'uomo che la creatura si trascina dietro è il più ricco di Gingertown e promette a Piccolo una ricompensa se lo salverà. Il namecciano ordina al mostro di lasciarlo andare e quello, sorprendentemente, obbedisce. Un attimo dopo, però, lo trafigge con la punta della coda e lo assorbe, finché a terra restano soltanto i vestiti. Poi chiama Piccolo per nome e lascia intendere che tra loro ci sia una sorta di parentela, senza aggiungere altro.

Quando il mostro si carica, l'onda della sua energia arriva fino a Kame House. Gohan e Crilin percepiscono un'aura simile a quella di Piccolo, poi quelle di Freezer e di suo padre, che Trunks aveva eliminato. Yamcha giura di sentire anche Goku, ma Gohan corre al piano di sopra e trova il padre addormentato. Crilin vola a raggiungere Trunks, già in viaggio verso Gingertown, mentre sul furgone dei cyborg C-16 avverte una potenza paragonabile alla loro e C-17 non vuole crederci.

Piccolo risponde con un'esplosione d'aura che solleva l'asfalto e scaglia una gigantesca sfera di energia che spazza via la città. Il nemico ne esce quasi illeso. Nello scontro corpo a corpo il namecciano resta in vantaggio, finché l'avversario lo sorprende con un Makankosappo, la sua tecnica personale, che Piccolo devia a fatica. Alla domanda su chi l'abbia mandato nel passato, la creatura risponde con un ghigno di aver fatto tutto da sola.

Poi porta le mani al fianco. Lontano, in una zona deserta, Vegeta si volta di scatto e pronuncia incredulo il nome saiyan di Goku; a Kame House Gohan guarda sbalordito il padre immobile nel letto. Il colpo parte e riempie lo schermo.

Il commento

Il fascino della puntata sta nel modo in cui il mistero viene risolto: non con una spiegazione, ma con le aure. Ogni volta che il mostro si carica, qualcuno a chilometri di distanza riconosce un'energia familiare, prima Piccolo, poi Freezer e Re Cold, infine Goku. È un'idea semplice e molto efficace per raccontare un nemico costruito con i pezzi di tutti gli altri, e prepara alla perfezione la rivelazione dell'episodio seguente.

L'anime ci mette del suo. Il Makankosappo di Cell non c'è nel manga, così come le inquadrature di Vegeta e Gohan che riconoscono Goku proprio mentre parte la Kamehameha. Trunks, che nel manga è a Kame House con gli altri, qui è già in volo da solo, e Crilin si unisce a lui come rinforzo. Sparisce invece la scena in cui Tensing e Jiaozi avvertono le strane aure, e la battuta di Yamcha su Freezer e Re Cold passa al Maestro Muten.

Il combattimento in sé è ben coreografato, ma la sicurezza di Piccolo, che spiana una città per stanare un singolo nemico e poi si ferma a fare domande, prepara l'errore che darà il titolo alla puntata 144.

Curiosità

  • Adatta il capitolo 361 dalla pagina 3 e il capitolo 362. Sceneggiatura di Katsuyuki Sumisawa, regia di Jun'ichi Fujise, direzione dell'animazione di Minoru Maeda; share del 20,1%.
  • In Italia andò in onda su Italia 1 il 15 settembre 2000.
  • Il titolo Funimation, Borrowed Powers, gioca su un doppio senso: i poteri «presi in prestito» sono sia quelli di Dio dentro Piccolo, sia quelli rubati da Cell alle cellule dei guerrieri.

Lo sapevi? Nelle versioni americane trasmesse in tv, l'assorbimento dell'uomo ricco fu accorciato di due inquadrature, quelle in cui il suo volto si raggrinzisce.

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