Dragon Ball Z episodio 139: «Una strana fotografia»

Dragon Ball Z episodio 139: Trunks capisce che il suo futuro non cambierà, Vegeta giura di superare il Super Saiyan e una foto rivela una seconda macchina del tempo.

Aggiornato il 19 ottobre 2026Lettura: 3 min

Con l'episodio 139 di Dragon Ball Z, trasmesso in Giappone il 13 maggio 1992, si chiude la saga dei Cyborg, e si chiude con una domanda. Trunks scopre che salvare questo presente non cambierà il suo futuro, Vegeta giura di andare oltre il Super Saiyan e Bulma riceve la fotografia di una macchina del tempo che non dovrebbe esistere.

Riassunto

In volo verso la Kame House con Goku malato, Chichi, Crilin, Yamcha e Gohan, Trunks medita di tornare ancora più indietro nel tempo per distruggere il laboratorio del Dottor Gelo prima che i cyborg vengano attivati. È Gohan, con una domanda ingenua, a fargli mettere a fuoco la verità: cambiando il passato ha dato origine a una nuova linea temporale, e il suo mondo resterà com'è qualunque cosa accada qui. A Crilin spiega che era stata sua madre a volerlo: se non potevano salvare il loro futuro, che almeno ne esistesse un altro in pace. Tra i suoi ricordi scorrono le macerie della città e la fuga dai cyborg.

Alla Kame House, Jiaozi prepara una zuppa che conquista il Maestro Muten e Oolong, tanto che il vecchio maestro gli propone di trasferirsi lì, soprattutto per continuare a mangiare bene. Poco dopo arriva Tensing, e i due ripartono per allenarsi.

Sull'aereo Goku sprofonda in un incubo: C-17 e C-18 entrano nella stanza dove giace e uccidono uno dopo l'altro Gohan, Crilin, Chichi e Trunks, mentre lui, impotente, li attraversa con i pugni come un fantasma. Si risveglia urlando, e Chichi gli dà la medicina.

Vegeta, intanto, è solo su un'altura rocciosa sotto la pioggia battente. Le parole di C-18 gli rimbombano in testa; in preda alla rabbia si trasforma e si convince che deve esistere un livello superiore a quello del Super Saiyan. Lo raggiungerà, a qualunque costo. Con la sua aura apre uno squarcio di sereno nel cielo plumbeo.

Quando Crilin telefona a Bulma per avvisarla del trasferimento di Goku, lei ha una notizia strana. Un contadino ha trovato nei suoi campi un veicolo coperto di muschio con il marchio della Capsule Corporation e le ha mandato una foto: è identico alla macchina del tempo di Trunks. Il ragazzo è certo che sua madre ne avesse costruita a fatica una sola, e la sua è nella capsula che porta in tasca. Quando la foto arriva via fax, Trunks la guarda senza capire.

Il commento

È un finale di saga atipico: nessuna battaglia, solo un mistero. Ma funziona, perché ribalta tutto quello che sapevamo. La macchina del tempo coperta di muschio è il primo indizio dell'arrivo di Cell, giunto da un'altra linea temporale dopo aver ucciso un altro Trunks per rubargli il mezzo: la minaccia vera non sono i cyborg in viaggio verso la Kame House.

La spiegazione di Trunks sulle linee temporali è altrettanto importante. Dragon Ball sceglie una regola precisa, diversa da quella di molti film sui viaggi nel tempo: il passato modificato non riscrive il futuro, lo affianca. Questa regola tornerà ancora in Dragon Ball Super.

Le aggiunte dell'anime sono tre: la zuppa di Jiaozi, i ricordi di Trunks e l'incubo di Goku, la scena più cupa della puntata. La promessa di Vegeta, invece, viene dal manga ed è il seme delle trasformazioni oltre il Super Saiyan che vedremo nella Stanza dello Spirito e del Tempo. Dal 140 comincia la saga di Cell.

Curiosità

  • Adatta il capitolo 357. Sceneggiatura di Katsuyuki Sumisawa, regia di Mitsuo Hashimoto, direzione dell'animazione di Yukio Ebisawa.
  • Con il 18,3% di share è l'episodio meno visto della saga dei Cyborg.
  • In Italia andò in onda su Italia 1 l'11 settembre 2000. Nel doppiaggio Funimation si intitola Unwelcome Discovery.
  • La divisione delle saghe non è univoca: per Funimation la saga dei Cyborg finisce qui, mentre la ripartizione usata da it.wikipedia la prolunga fino all'episodio 147.

Lo sapevi? Nell'incubo di Goku, C-17 estrae la pistola che porta sempre alla cintura: è una delle pochissime volte in cui la si vede impugnata.

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