
Il centoquarantasettesimo episodio di Dragon Ball, trasmesso in Giappone il 1º marzo 1989, porta la finale del 23° Torneo Tenkaichi al limite della sopravvivenza. Majunior gioca la sua ultima carta con un'esplosione che spazza via l'intera arena, Goku la incassa e risponde con una Kamehameha che sembra chiudere i conti. Ma il conteggio non arriva al dieci, e il colpo a sorpresa del demone lascia il ragazzo con una ferita terribile.
Riassunto
Mentre Piccolo accumula energia, Goku fatica a convincere gli amici ad andarsene: nessuno vuole lasciarlo solo. È Tensing a trovare la soluzione, scavando con un colpo d'energia una grossa buca nel terreno in cui ripararsi tutti. Goku resta in piedi da solo, pronto a ricevere l'attacco. La carica dura a lungo, fra il terrore dei presenti e le provocazioni del demone, finché Majunior scatena il Chō Bakuretsu Maha, un'esplosione paragonabile a un'atomica che rade al suolo lo stadio e gran parte dell'isola.
Quando la polvere si posa, Goku è ancora lì. Piccolo, svuotato dallo sforzo, non riesce a reagire alla raffica di calci del ragazzo, che lo inchioda al suolo con un pugno allo stomaco e lo travolge con un'enorme Kamehameha. Il demone resta immobile in fondo a un cratere, e l'annunciatore comincia a contare. Tutti credono che sia finita.
Al nove, però, Piccolo solleva la testa e spara un raggio dalla bocca che trapassa Goku da parte a parte, all'altezza della spalla. Chichi, sconvolta, implora di fermare l'incontro. Majunior esce dalla buca e infierisce colpendo la ferita con un calcio; Tensing e Crilin vorrebbero intervenire, ma un loro ingresso sul ring significherebbe la sconfitta a tavolino di Goku, e il demone mette in chiaro che non avrebbe problemi a eliminarli. Proprio quando la partita sembra chiusa, Goku si rialza: il raggio ha mancato i punti vitali. I due avversari, entrambi malconci, tornano a fronteggiarsi.
Il commento
Il titolo originale significa più o meno «non c'è più niente da fare», ed è l'impressione che l'episodio vuole lasciare più volte: prima dopo l'esplosione, poi dopo il raggio dalla bocca. È un continuo altalenare di speranza e disperazione, costruito con una pazienza che l'anime, allungando la carica di Piccolo, rende ancora più snervante.
La sequenza dei calci e della Kamehameha è la risposta perfetta all'attacco più distruttivo visto fino a quel momento: Goku non vince con la potenza bruta, ma resistendo e colpendo quando l'avversario è a secco. Il colpo di coda di Piccolo, invece, ricorda che il figlio del Grande Mago non ha nessun rispetto per le regole, nemmeno quelle non scritte.
Anche il titolo italiano, «Due avversari d'acciaio», coglie qualcosa di vero: alla fine nessuno dei due vuole cedere, e l'ultima inquadratura dei combattenti feriti uno di fronte all'altro è un'immagine di pura ostinazione.
Curiosità
- L'episodio adatta i capitoli 190 e 191 e le prime sei pagine del capitolo 192 del manga di Akira Toriyama. In Giappone ottenne uno share del 19,8%, il più alto fra gli episodi della finale.
- La sceneggiatura è di Toshiki Inoue, la regia di Kazuhisa Takenouchi e la direzione delle animazioni di Masayuki Uchiyama.
- Nell'anime la carica del Chō Bakuretsu Maha è molto più lunga che nel manga, con più spazio ai commenti preoccupati dei presenti. È esclusiva della serie TV anche la reazione di Chichi, che chiede di interrompere l'incontro.
- Sul punto in cui Goku viene colpito le descrizioni non coincidono: la sinossi ufficiale Toei parla di spalla, Kanzenshuu e il Dragon Ball Wiki di petto.
Lo sapevi? Per scavare il rifugio che salva tutti dall'esplosione, Tensing usa il Kikoho, la stessa tecnica che tre anni prima aveva scagliato contro Goku nella finale del 22° Torneo Tenkaichi.
