
Akira Toriyama (Kiyosu, 5 aprile 1955 – 1° marzo 2024) è l'autore di Dragon Ball e uno dei mangaka più influenti di sempre. Il suo tratto pulito, il gusto per la meccanica e un umorismo irresistibile hanno segnato generazioni di lettori e di artisti, in Giappone e nel resto del mondo. Oltre ai fumetti ha dato un volto a interi mondi dei videogiochi, da Dragon Quest a Chrono Trigger, e ha continuato a scrivere storie di Goku fino all'ultimo.
Infanzia e primo lavoro
Nato a Kiyosu, nella prefettura di Aichi, Toriyama disegnava fin da piccolo soprattutto animali e veicoli, le sue passioni di sempre. Ricordava lo stupore davanti alla Carica dei 101 della Disney e indicava Astro Boy di Osamu Tezuka come la prima scintilla per il manga. Da ragazzo amava anche i film di mostri come Gamera e la serie Ultraman.
Dopo un liceo a indirizzo artistico, contro il parere dei genitori, non proseguì gli studi: lavorò per tre anni come grafico in un'agenzia pubblicitaria di Nagoya, disegnando manifesti. Si adattò in fretta al mestiere, ma arrivava spesso in ritardo e veniva ripreso per l'abbigliamento troppo informale. Stanco della routine, si licenziò.
Gli esordi
Disoccupato a 23 anni, Toriyama partecipò a un concorso per esordienti trovato su una rivista in un caffè. Il suo lavoro finì nelle mani di Kazuhiko Torishima, editor di Weekly Shōnen Jump: era una parodia di Star Wars e non poteva concorrere, ma Torishima gli mandò un telegramma per incoraggiarlo a continuare. Nel 1978 arrivò la prima pubblicazione, Wonder Island, che si piazzò ultima nel sondaggio dei lettori. Seguì un anno di bocciature, circa 500 pagine secondo lo stesso autore, finché Torishima gli chiese di provare con una protagonista femminile: nacque Tomato, il primo piccolo successo.
Dr. Slump
Il successo vero arriva con Dr. Slump (1980–1984), la commedia del Villaggio Pinguino, di un inventore pasticcione e della piccola, fortissima androide Arale. Nel 1981 la serie vince il Premio Shōgakukan come miglior manga shōnen e diventa un anime trasmesso da Fuji TV il mercoledì alle 19:00: quella fascia ospiterà adattamenti delle opere di Toriyama, da Dr. Slump a Dragon Ball, per diciotto anni di fila. Nel manga compaiono assistenti, colleghi e perfino lo stesso Torishima, trasformato nel perfido Dr. Mashirito.
In quegli anni Toriyama sposa Yoshimi Katō, ex mangaka che a volte lo aiutava con le tavole, e fonda il Bird Studio: un gioco di parole sul suo cognome, perché "tori" in giapponese significa uccello.
Dragon Ball
Sapendo quanto amasse i film di kung fu, Torishima gli suggerì un manga di arti marziali. Il primo esperimento fu Dragon Boy (1983), che si trasformò in Dragon Ball: pubblicato su Weekly Shōnen Jump dal 1984 al 1995, conta 519 capitoli raccolti in 42 volumi. La storia passa dall'avventura comica ispirata al Viaggio in Occidente ai grandi combattimenti che hanno definito il genere shōnen; Toriyama non pianificava gli sviluppi in anticipo e disegnava settimana dopo settimana. Il manga è stato uno dei motori che portarono Jump al suo record di 6,53 milioni di copie nel 1995, e da esso sono nate le serie animate, da Dragon Ball a Dragon Ball Z. Ne parliamo nella guida al manga di Dragon Ball.
Dragon Quest e Chrono Trigger
Sempre grazie a Torishima, nel 1986 Toriyama disegnò personaggi e mostri del primo Dragon Quest. Ha ammesso di non sapere nemmeno cosa fosse un gioco di ruolo, ma il risultato gli piacque, e da allora ha lavorato a ogni capitolo della serie fino alla morte. Il metodo era sempre lo stesso: Yuji Horii inviava bozzetti e descrizioni, Toriyama li ridisegnava. Il suo Slime è diventato una delle mascotte più riconoscibili dei videogiochi.
Nel 1995 firmò il character design di Chrono Trigger per Super Famicom, poi quello dei picchiaduro Tobal No. 1 e Tobal 2 per PlayStation e, nel 2006, di Blue Dragon, ritrovando Hironobu Sakaguchi e Nobuo Uematsu.
Dopo Dragon Ball: Sand Land e Jaco
Chiuso Dragon Ball, Toriyama si dedicò a storie brevi: Cowa! (1997–1998), Kajika (1998), Sand Land (2000), l'autoparodia Neko Majin e il crossover Cross Epoch (2006) con Eiichiro Oda. Collaborò con l'amico Masakazu Katsura, progettò un'auto elettrica e prese le distanze dal film americano Dragonball Evolution (2009), che a suo dire non era Dragon Ball.
Nel 2013, per i 45 anni di Jump, pubblicò Jaco the Galactic Patrolman, che si rivela un prequel di Dragon Ball: è l'ultimo manga scritto e disegnato interamente da lui. Nel 2024 ha ideato un nuovo arco narrativo per la serie animata di Sand Land.
Il ritorno con Super
Nel 2013 Dragon Ball Z: La battaglia degli dei riportò Goku al cinema dopo diciassette anni, con Toriyama coinvolto fin dalla sceneggiatura; per La resurrezione di "F" (2015) scrisse lui il copione. Poi fornì le trame di base e molti design per Dragon Ball Super, la serie TV e il manga disegnato da Toyotarō. Broly (2018) e Super Hero (2022) proseguono questa nuova fase: il secondo è l'ultimo suo lavoro completo per la saga uscito in vita. Il manga di Super, oggi in pausa, è raccontato nella guida al manga di Dragon Ball Super.
Daima, l'ultima storia
Per Dragon Ball Daima Toriyama ha scritto la storia e disegnato personaggi, veicoli e mostri, finendo coinvolto molto più del previsto, come lui stesso raccontò. La serie è uscita nell'ottobre 2024, sette mesi dopo la sua scomparsa. Il suo ultimo tocco su Dragon Ball è un dettaglio commovente: chiese a Toyotarō di ridisegnare la fine del capitolo 103 di Super perché Piccolo, andandosene, si voltasse a salutare il lettore.
Lo stile
Il tratto di Toriyama è rotondo, chiarissimo, immediato. Torishima notò fin dall'inizio gli effetti sonori scritti in caratteri latini, una novità per l'epoca, e l'uso dei neri pieni, nato anche dal fatto che da giovane non poteva permettersi i retini. Era un maestro della praticità: i capelli biondi del Super Saiyan, per esempio, gli risparmiavano lavoro di inchiostrazione. Andava anche contro la regola per cui i personaggi più forti devono essere i più grossi, e molti dei suoi guerrieri più potenti sono piccoli. Il critico Jason Thompson ha definito Dragon Ball un manga d'azione disegnato da un autore di gag. La passione per auto, moto, modellini e animali, che a volte facevano da modello ai personaggi come Karin e Beerus, si vede in ogni tavola. Riservatissimo, nei fumetti e nelle interviste si rappresentava come un piccolo robot.
L'influenza su altri autori
Moltissimi mangaka indicano Toriyama come modello. Eiichiro Oda (One Piece) e Masashi Kishimoto (Naruto) lo hanno indicato pubblicamente come il loro grande modello, e con loro Hiro Mashima, Tite Kubo e Mikio Ikemoto. Nel 2010 un sondaggio Oricon lo ha messo al secondo posto tra i mangaka che hanno cambiato la storia del fumetto, dietro solo a Tezuka. Ha ricevuto un premio speciale al Festival di Angoulême nel 2013, è stato nominato Cavaliere dell'Ordine delle Arti e delle Lettere in Francia nel 2019 e, nel 2024, è entrato postumo nella Hall of Fame degli Harvey Awards.
La scomparsa e gli omaggi
Toriyama è morto il 1° marzo 2024, a 68 anni, per un ematoma subdurale acuto. Il Bird Studio ne ha dato notizia l'8 marzo, dopo un funerale riservato alla famiglia. Oda lo ha ricordato come il supereroe della sua infanzia, l'autore che aveva aperto un'epoca in cui adulti e bambini potevano leggere manga e che gli aveva fatto sognare di arrivare al mondo intero. Kishimoto ha scritto che per lui era stato una salvezza e un "dio del manga". Messaggi sono arrivati da Kubo, Kōhei Horikoshi, Yoshihiro Togashi e Yuji Horii, ma anche dal governo giapponese, dal presidente francese Emmanuel Macron e dai ministeri degli Esteri di Cina ed El Salvador. A Città del Messico centinaia di fan si sono riuniti per una Genkidama collettiva, a Buenos Aires migliaia di persone all'Obelisco, e a Lima oltre 40 artisti hanno dipinto un murale lungo più di cento metri.
Per ripercorrere la sua opera dall'inizio, il punto di partenza è la nostra storia di Dragon Ball.
Lo sapevi? Nel 2014 l'entomologo Enio B. Cano ha dato a una nuova specie di coleottero il nome Ogyges toriyamai, in onore di Toriyama; un'altra, descritta nello stesso lavoro, si chiama Ogyges mutenroshii, come il Maestro Muten.
