Dragon Ball episodio 146: «La trappola di Goku»

Dragon Ball episodio 146: Goku si tuffa nella bocca del Majunior gigante e libera Dio. Poi rifiuta il suo aiuto e ritorce contro il demone il suo stesso colpo.

Aggiornato il 19 ottobre 2026Lettura: 3 min

Il centoquarantaseiesimo episodio di Dragon Ball, trasmesso in Giappone il 22 febbraio 1989, rivela che la frase ingenua di Goku sul gigante era una trappola. Appena Majunior raggiunge dimensioni colossali, il ragazzo gli si infila in bocca e libera Dio dalla boccetta. Da quel momento la finale del 23° Torneo Tenkaichi torna un duello alla pari, e Goku dimostra di avere ormai superato perfino il custode della Terra.

Riassunto

Majunior è alto come una montagna, ed è proprio quello che Goku aspettava. Con un balzo il ragazzo si tuffa nella sua bocca, scende lungo la gola tempestandola di pugni e recupera la boccetta inghiottita due episodi prima. Il demone, sconvolto, lo sputa fuori, ma ormai è tardi: Goku lancia il flacone a Tensing, che lo apre e libera Dio. Capito di essere stato raggirato, Piccolo torna alle sue dimensioni normali.

Il duello riprende a una velocità tale che perfino Dio fatica a seguirlo. I due si scambiano colpi in volo; Goku, per non precipitare, spara una Kamehameha con i piedi e spedisce l'avversario verso terra, ma Piccolo lo colpisce con una scarica elettrica dalle antenne e lo abbatte. Quando Majunior sta per sferrare un pugno decisivo, Dio si mette in mezzo e lo para, proponendo a Goku di combattere insieme. Il ragazzo rifiuta con decisione: è ancora la finale del torneo, e vuole vincerla da solo. Arriva perfino a concedere a Piccolo di ripetere il colpo. Dio, osservandolo, si rende conto che Goku lo ha superato e lascia il ring.

Piccolo lancia allora un proiettile d'energia che insegue il bersaglio ovunque. Goku lo schiva più volte, poi lo guida astutamente proprio contro il suo creatore: Majunior, troppo sorpreso per spostarsi, viene colpito in pieno e ferito a un braccio. Davanti agli occhi increduli di tutti, si strappa l'arto danneggiato e se ne fa ricrescere uno nuovo. Poi, fuori di sé dalla rabbia, comincia a concentrare tutta la sua energia per l'attacco finale, e Goku grida agli amici di allontanarsi.

Il commento

Il titolo dice tutto: questo è l'episodio dell'astuzia. Goku non è più il bambino che vinceva solo grazie alla forza e all'istinto, ma un combattente che legge l'avversario e sfrutta la sua superbia. Il trucco del gigante e il proiettile rimandato al mittente nascono dalla stessa idea: usare la potenza di Piccolo contro di lui.

La scena più significativa, però, è il rifiuto dell'aiuto di Dio. Sarebbe la soluzione più sicura, ma Goku la scarta per una questione di principio e di orgoglio: questo incontro è suo. Lo sguardo di Dio, che capisce di essere stato superato dal ragazzo, è un passaggio di consegne silenzioso e chiude idealmente il percorso di crescita iniziato tre anni prima.

La rigenerazione del braccio, infine, è un momento da brividi che introduce una caratteristica destinata a diventare un marchio di fabbrica di Piccolo e del suo popolo.

Curiosità

  • L'episodio adatta il capitolo 187 dalla pagina 11 e i capitoli 188 e 189 del manga di Akira Toriyama. In Giappone ottenne uno share del 18,1%.
  • La sceneggiatura è di Keiji Terui, la regia di Minoru Okazaki e la direzione delle animazioni di Minoru Maeda.
  • I pugni di Goku contro le pareti della gola di Piccolo sono un'aggiunta dell'anime.
  • Qualche svista di animazione: dopo una battuta di Piccolo contro Yamcha, le orecchie di Crilin raddoppiano per un attimo di dimensione, e la cicatrice di Tensing appare lunga il doppio subito dopo la sequenza centrale.

Lo sapevi? Quando Majunior si ferisce al braccio, il suo sangue è rosso. Solo più avanti, con Dragon Ball Z, il sangue viola diventerà un tratto distintivo dei Namecciani.

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