
Il centoquarantatreesimo episodio di Dragon Ball, trasmesso in Giappone il 1º febbraio 1989, è la quiete prima della tempesta, anzi durante la tempesta. Con Dio prigioniero dentro una boccetta, Goku resta l'unico in grado di fermare Majunior, e prima della finale del 23° Torneo Tenkaichi deve finalmente raccontare agli amici tutta la verità. Poi il gong suona, e la sfida per il destino del mondo comincia.
Riassunto
Liberato da Dio, l'uomo che aveva prestato il suo corpo a Shen resta a terra oltre il conteggio dei dieci secondi: Majunior è in finale. Quando si risveglia, il poveretto non ricorda nulla. Il pubblico lo acclama per la sua prova incredibile, ma lui scende dal ring grattandosi la testa, senza capire che cosa ci facesse lassù, e ritrova il figlio tra la folla.
Goku sbarra la strada a Piccolo e pretende la boccetta. Il demone gliela mostra con aria di sfida e poi la inghiotte: se adesso vuole liberare Dio, dovrà prima vedersela con lui, e uccidendolo ucciderebbe anche il prigioniero. Il cielo si copre di nuvole nere e comincia a piovere.
Sotto l'acquazzone, il Maestro Muten, Tensing, Crilin, Chichi e Yamcha chiedono spiegazioni, e Goku vuota il sacco. Shen era Dio in un corpo umano. Dio e il Grande Mago Piccolo un tempo erano un solo essere, che si era separato dalla propria parte malvagia. E Majunior è la reincarnazione del Grande Mago, il figlio che il demone aveva generato prima di morire. Piccolo, che ha ascoltato tutto, si fa avanti: in tre anni è diventato molto più forte, e stavolta intende eliminare Goku per poi riprendere il suo piano di conquista del mondo.
Quando la finale comincia, il sole torna a splendere. I primi scambi sembrano equilibrati. Piccolo allunga il braccio verso Goku, che lo afferra e lo scaraventa in aria, colpendolo poi con un'onda d'urto. Ma Majunior ribalta la situazione con una raffica di proiettili d'energia: quando il fumo si dirada, Goku giace immobile in un cratere al centro del ring e l'annunciatore comincia a contare.
Il commento
Su carta è un episodio di raccordo, ma ha una funzione precisa: trasformare una finale di torneo in una questione di vita o di morte per tutti, compresi i personaggi che fino a quel momento ignoravano la posta in gioco. Il lungo racconto di Goku sotto la pioggia è pura esposizione, eppure funziona, perché per la prima volta il protagonista si fa carico da solo di una verità che gli altri non possono condividere.
Il gesto di Piccolo che ingoia la boccetta è geniale nella sua semplicità: con un solo boccone lega le mani a Goku e mette Dio in ostaggio dentro il proprio corpo. È il segno di un avversario diverso dal Grande Mago, meno teatrale e più calcolatore.
La regia gioca con il meteo in modo quasi didascalico, con la tempesta che accompagna le rivelazioni e il sole che riappare al gong, ma l'effetto è efficace. E il cliffhanger finale, con Goku a terra dopo pochi minuti di finale, rilancia subito l'attesa.
Curiosità
- L'episodio adatta il capitolo 182 e le prime undici pagine del capitolo 183 del manga di Akira Toriyama. In Giappone ottenne uno share del 17,6%, il più basso fra gli episodi della finale.
- La sceneggiatura è di Takao Koyama, la regia di Mitsuo Hashimoto e la direzione delle animazioni di Tomekichi Takeuchi.
- La pioggia durante il racconto di Goku è un'aggiunta dell'anime: nel manga la scena si svolge all'asciutto. È esclusiva della serie TV anche l'immagine del Grande Mago Piccolo che compare alle spalle di Majunior mentre parla con Goku.
- Tensing chiede chi sia Majunior come se non sapesse nulla, anche se in un episodio precedente Goku gli aveva già accennato al legame del ragazzo con il Grande Mago.
Lo sapevi? Piccolo che porge la boccetta a Goku ricorda la scena in cui il Grande Mago offriva al Maestro Muten le due sfere del drago già in suo possesso. A differenza di Muten, però, Goku prova davvero ad afferrarla.
