
L'episodio 148 di Dragon Ball Z, trasmesso in Giappone il 15 luglio 1992, mette finalmente alla prova il nuovo Piccolo, nato dalla fusione con Dio. Il suo avversario è C-17, il cyborg che lo aveva battuto senza fatica nella saga precedente. Questa volta la sfida è alla pari, ma la potenza sprigionata richiama l'attenzione della persona sbagliata.
Riassunto
Sull'isola scelta per lo scontro, Piccolo si toglie il turbante e il mantello appesantiti e libera la sua aura. C-16 avverte i compagni: in quel guerriero percepisce due forze. Mentre C-17 si volta stupito, Piccolo ne approfitta per piazzare il primo colpo. Al Palazzo di Dio, Gohan capisce che il suo maestro sta per combattere e vorrebbe correre da lui, ma Goku lo trattiene: non è abbastanza forte e finirebbe solo per intralciarlo. Mr. Popo lo rassicura, perché la forza di Piccolo unita a quella di Dio non cederà facilmente.
Il duello parte equilibrato, poi Piccolo prende il sopravvento e manda al tappeto il cyborg, che però si rialza subito. Lo scontro prosegue anche sott'acqua, mentre dalla Kame House Crilin, Tensing, Yamcha e il Maestro Muten cercano di capire chi stia vincendo. C-18 osserva annoiata, C-16 si distrae con gli uccellini.
Alla Capsule Corporation, intanto, Bulma studia i progetti di C-17 per costruire un telecomando d'emergenza capace di spegnere i cyborg. Il dottor Brief culla il piccolo Trunks, ma la figlia, frustrata dai calcoli, finisce per svegliarlo.
Tornato all'attacco, Piccolo scarica su C-17 una raffica di sfere di energia che sembra quasi inutile. Ripete la manovra con una mira apparentemente pessima, finché il cyborg si accorge che i colpi lo hanno circondato: le sfere si chiudono su di lui tutte insieme. C-17 ne esce indenne grazie alla sua barriera e propone di spostarsi su un'isola più grande. Lontano, in un'altra città, Cell sta ancora rubando vite quando avverte l'aura di Piccolo al massimo: capisce che lì ci sono anche i cyborg e parte a tutta velocità.
Il commento
Il titolo italiano fotografa il punto dell'episodio: il «super guerriero namecciano» non è più il Piccolo umiliato da C-17 nelle puntate precedenti. È la prima vera prova di quello che la fusione con Dio ha prodotto, e Toriyama la costruisce con intelligenza: la forza c'è, ma C-17 non arretra e, soprattutto, non si stanca. Il conflitto vero sarà questo.
L'anime aggiunge parecchio materiale, alcuni pezzi utili e altri meno. La prima raffica di sfere, assente nel manga, prepara bene il trucco della seconda; le scene di Bulma alla Capsule Corporation danno una base concreta al telecomando che sarà decisivo più avanti. Anche Yamcha, che nel manga sparisce senza spiegazioni, qui resta a commentare con gli altri.
Il finale con Cell è il vero colpo di scena. I cyborg non emettono aura e sfuggono ai sensi del mostro, ma Piccolo, combattendo al massimo, diventa un faro. Più vince, più avvicina il disastro.
Curiosità
- Adatta il capitolo 367 e la prima pagina del capitolo 368. Sceneggiatura di Katsuyuki Sumisawa, regia di Yoshihiro Ueda, share del 21,5%.
- Il titolo giapponese parla di «violenti proiettili di luce che squarciano il cielo»; quello Mediaset, «Il super guerriero namecciano», riprende la definizione che C-16 dà di Piccolo nel doppiaggio italiano.
- Nel manga Gohan cerca di andare da Piccolo quando lo scontro è già iniziato; nell'anime succede prima.
- Prima di combattere C-17 si arrotola le maniche, che però tornano giù quasi subito.
- In Italia andò in onda su Italia 1 il 20 settembre 2000.
Lo sapevi? Nel doppiaggio inglese la battuta rassicurante di Mr. Popo cambia del tutto: invece di parlare della forza di Piccolo e Dio, il servitore insiste sul fatto che la Stanza renderà Gohan più forte che mai.
