Dragon Ball Z episodio 137: «Il piano di Junior»

Dragon Ball Z episodio 137: dopo la disfatta Vegeta si allontana furioso e Piccolo vola al palazzo di Dio, deciso a fondersi con lui per battere i cyborg.

Aggiornato il 19 ottobre 2026Lettura: 3 min

L'episodio 137 di Dragon Ball Z, trasmesso in Giappone il 29 aprile 1992, è la puntata del giorno dopo. I guerrieri si leccano le ferite, Vegeta se ne va senza una parola e Piccolo prende la decisione più pesante della sua vita: tornare a essere una cosa sola con Dio. Il titolo italiano lo chiama Junior, il nome che gli dà il doppiaggio televisivo di Mediaset.

Riassunto

Con il bacio di C-18 ancora sulla guancia, Crilin guarda i cyborg allontanarsi, poi distribuisce i senzu ai compagni. Tutti si rimettono in piedi, ma l'umore è a terra. Vegeta, umiliato dalla sconfitta, si alza in volo senza degnare nessuno di uno sguardo; Trunks vorrebbe seguirlo, ma Piccolo lo ferma: da quando è diventato Super Saiyan l'orgoglio del principe è cresciuto a dismisura, e adesso ha bisogno di stare da solo.

Piccolo ordina agli altri di portare Goku in un posto sicuro e annuncia di avere una faccenda da sbrigare da solo. Prima di partire avverte Crilin di non farsi illusioni: non sono amici, e una volta sistemati i cyborg tornerà al suo vecchio obiettivo, conquistare la Terra. Poi spara un colpo d'energia ai loro piedi e se ne va. Crilin sorride, perché ha capito che è solo rabbia, e spiega agli altri dove è diretto: al palazzo di Dio, per fondersi con lui e tornare l'unico Namecciano che erano un tempo. Lo aveva saputo dall'Anziano Saggio, su Namecc: uniti, i due sarebbero imbattibili. Tensing ci vede anche un prezzo, perché senza Dio le sfere del drago smetterebbero di esistere.

Mentre Crilin, Trunks e Tensing volano verso casa di Goku, il racconto si sparpaglia. Alla Kame House il Maestro Muten e Marion si commuovono davanti a un melodramma in TV, ma la ragazza si annoia e chiama alcuni dei suoi tanti ammiratori, che arrivano a prenderla con bagagli e tutto. Alla Capsule Corporation la madre di Bulma accoglie Gohan stupita di quanto sia cresciuto, ma il ragazzo riparte subito verso casa. Chichi e Yamcha assistono Goku, tormentato dalla febbre, e Vegeta, in volo, giura che i cyborg pagheranno per averlo lasciato vivere.

Piccolo raggiunge il palazzo di Dio, dove lo attendono il vecchio Namecciano e Mr. Popo. Dio ripensa al proprio passato: il giorno in cui espulse il male dal suo cuore, la furia del Grande Mago Piccolo e la vittoria di Goku, seguita dall'uovo da cui nacque il Piccolo di oggi. Quando l'ospite dichiara di volere qualcosa da lui, Dio sa già di cosa si tratta.

Il commento

Dopo due puntate di botte a senso unico serviva una pausa, e questa è una pausa intelligente: al centro c'è una scelta di carattere. La fusione con Dio è il gesto più radicale che Piccolo potesse compiere. Il figlio del Grande Mago, nato per vendicare il padre, accetta di rinunciare alla propria identità per proteggere la Terra, e il suo ultimatum a Crilin è il modo goffo di nascondere quanto sia cambiato.

L'anime riempie il capitolo con parecchie aggiunte: il colpo ai piedi dei compagni, Vegeta che giura vendetta senza la trasformazione (nel manga era Super Saiyan), la visita alla Capsule Corporation e il flashback di Dio, che salta lo scontro con il Maestro Mutaito e mette Goku al suo posto. Il congedo di Marion è un'altra invenzione: è la sua ultima apparizione nella serie, e chiude senza rimpianti un personaggio nato nella saga di Garlic Jr.

Curiosità

  • Adatta il capitolo 355 dalla quinta pagina alla fine. Sceneggiatura di Hiroshi Toda, regia di Kazuhito Kikuchi, direzione dell'animazione di Tadayoshi Yamamuro; share del 20,5%.
  • In Italia andò in onda su Italia 1 il 10 settembre 2000, lo stesso giorno dell'episodio 138.
  • Il titolo originale significa «La decisione di Piccolo!! L'ultima risorsa tenuta in serbo»; per Funimation è Last Ditch Effort.

Lo sapevi? Nel doppiaggio Funimation la minaccia di Piccolo spariva, sostituita da un più neutro «devo farlo». Le versioni successive e Dragon Ball Kai hanno ripristinato la battuta originale.

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