
Il 32° episodio di Dragon Ball Super, trasmesso in Giappone il 21 febbraio 2016, porta finalmente tutti sul pianeta senza nome. È una puntata di presentazioni: i combattenti dei due universi si guardano in faccia per la prima volta, Goku conosce Monaka e un giovane Saiyan che non sa nulla di Freezer, e la squadra del Settimo Universo perde un pezzo ancora prima di cominciare.
Riassunto
Nella Stanza dello Spirito e del Tempo Goku e Vegeta chiudono l'allenamento: combattere l'uno contro l'altro li aiuta a vedere i propri limiti. Il giorno della partenza Whis arriva alla Capsule Corporation con un grande cubo trasparente, che si attraversa come se le pareti fossero liquide. Jaco si presenta con il Re della Galassia, che Bulma scambia per la sua nuova fidanzata. Goku e Vegeta escono per ultimi, con la barba lunga: hanno sbagliato i conti del tempo e si sono allenati più del previsto.
Sul pianeta di Beerus sale a bordo Monaka, piccolo e per niente imponente. Goku non resiste e gli tira un pugno a sorpresa, convinto che lo schiverà: il colpo va a segno e Monaka sembra farsi male davvero. Durante il viaggio non tocca cibo. Sul posto appaiono le sei super sfere, enormi come pianeti, e lo stadio costruito per l'occasione. Whis fa comparire posti a sedere più comodi, arrivano Kaioshin e Kibith, di nuovo separati grazie alle sfere di Namecc, il Kaioshin dei Kaioshin e le divinità del Sesto Universo.
Poi entrano gli avversari: un robot, una specie di orso e un guerriero identico a Freezer. Un ragazzo dai modi gentili si avvicina ai due Saiyan: anche lui lo è, ma non ha la coda, non ha mai sentito parlare di Freezer e viene dal pianeta Sadala, che nel Settimo Universo era stato distrutto da lotte interne. Nel suo universo i Saiyan si guadagnano da vivere combattendo i criminali. Segue l'esame scritto, dieci domande e cinquanta punti per passare: Goku arranca sulla matematica, Majin Bu si addormenta e viene escluso. La squadra di Beerus resta in quattro. Monaka combatterà per ultimo, il resto dell'ordine lo decide la morra cinese. Dopo un inno universale lungo una sola frase, il primo incontro è Goku contro Botamo.
Il commento
È un episodio di attesa, ma l'attesa è ben gestita. L'arrivo nello stadio ha il sapore delle vecchie vigilie del Torneo Tenkaichi, con amici, divinità e comparse sugli spalti, e le gag funzionano quasi tutte, dalla barba dei Saiyan al pugno a vuoto di Monaka, che regala allo spettatore attento il primo indizio sulla vera natura del «guerriero più forte».
Il momento migliore è il dialogo con il Saiyan del Sesto Universo. In poche battute la serie mostra cosa sarebbero potuti diventare i Saiyan senza Freezer e senza conquiste, e la reazione di Vegeta, che rassicura il ragazzo dicendo che ormai non rubano più pianeti, è tenera senza essere stucchevole.
Curiosità
- Sceneggiatura di King Ryū, regia di Masanori Satō; direzione dell'animazione di Naoki Tate, Akira Kano e Kaori Takamura.
- In Giappone l'episodio ha avuto il 7,3% di ascolti.
- Il Re della Galassia viene dai manga di Toriyama sulla Pattuglia Galattica: citato in Jiya e mostrato in Jaco the Galactic Patrolman.
- Il giovane Saiyan non dice mai il suo nome nell'episodio, ma nei titoli di coda è accreditato come Cabba.
- Yasunori Masutani, sceneggiatore storico della serie, presta la voce non accreditata al cantante dell'inno e al Kaioshin del Sesto Universo.
Lo sapevi? Piccolo si stupisce che sia stato costruito uno stadio così elaborato per un solo evento. Beerus risponde che gli dei della distruzione non creano nulla, e che se l'avesse fatto Champa sarebbe stato molto più pacchiano.
