
Il centotrentaseiesimo episodio di Dragon Ball, trasmesso in Giappone il 30 novembre 1988, apre i quarti di finale del 23° Torneo Tenkaichi con un regolamento di conti. Tensing ritrova sul ring Taobaibai, il killer che lo aveva addestrato da ragazzo e che ora, ricostruito con parti meccaniche, vuole vendicarsi di lui e di Goku. Lo scontro però dura poco: l'allievo è diventato molto più forte del maestro, e il sicario sceglie la strada più vile. Nell'edizione italiana, doppiata da Mediaset e trasmessa nel 1998, il killer si chiama Taipai.
Riassunto
Il primo incontro dei quarti mette uno di fronte all'altro Tensing e il Taobaibai cyborg. Per lunghi minuti nessuno dei due si muove, al punto che pubblico e annunciatore cominciano a spazientirsi. Quando finalmente il killer attacca, Tensing para ogni colpo senza fatica. Taobaibai lo scruta con i suoi occhi meccanici, ma la verità è evidente: l'ex allievo lo supera di gran lunga.
Mentre combatte, Tensing ripensa agli anni dell'addestramento, quando il giovane allievo finiva a terra sotto i colpi del sicario. Ora la situazione è rovesciata, e Tensing gli offre una via d'uscita: arrendersi, o lasciarsi accompagnare fuori dal ring. Lo afferra per un braccio e lo trascina verso il bordo, ma Taobaibai si stacca la mano artificiale e libera la presa. Sotto il polso c'è una lama.
L'annunciatore lo avverte che usare armi significa la squalifica, ma il killer non se ne cura: ha deciso di uccidere Tensing, colpevole di essere passato dalla parte degli allievi del Maestro Muten, e poi di sistemare anche l'arbitro e tutti gli altri. La lama ferisce Tensing al petto. Yamcha e Crilin si offrono di salire sul ring, ma Tensing rifiuta: è una questione sua. Spezza la lama a mani nude, poi resta impassibile quando Taobaibai si stacca l'altra mano, rivelando un cannone per il Super Dodonpa.
Il colpo parte, ma Tensing lo disperde e, ormai furioso, chiude il conto con un solo pugno allo stomaco. Poi solleva il corpo inerte del killer e lo consegna all'Eremita della Gru, che aveva seguito l'incontro dagli spalti, ordinandogli di non farsi più vedere. I due se ne vanno giurando che Muten e i suoi allievi non moriranno in pace. Tensing si apparta per calmarsi, mentre Muten si dice orgoglioso della sua maturità. Intanto sale sul ring la misteriosa ragazza che ha nel mirino Goku.
Il commento
Sulla carta era l'incontro più pericoloso del tabellone, con un assassino disposto a tutto. Sullo schermo diventa qualcosa di diverso: la prova che Tensing ha chiuso davvero con il suo passato. Al 22° torneo era ancora il braccio armato della scuola della Gru; qui guarda in faccia l'uomo che avrebbe dovuto trasformarlo in un sicario e lo tratta quasi con pietà.
La lunga attesa iniziale, aggiunta dall'anime, funziona meglio di quanto ci si aspetterebbe. Il pubblico rumoreggia, ma lo spettatore capisce che tra i due è già in corso un duello di nervi, e che a perderlo è il killer. Anche il flashback dell'addestramento serve a misurare la distanza percorsa.
Taobaibai, dal canto suo, chiude la sua parabola nel modo più coerente possibile: ricostruito come un'arma, si comporta come un'arma. È un'uscita di scena malinconica per uno dei cattivi più riusciti della prima serie.
Curiosità
- L'episodio adatta il capitolo 169 dalla pagina 11 e il capitolo 170 del manga di Akira Toriyama. In Giappone ottenne uno share del 19,8%.
- Sono esclusivi dell'anime lo stallo iniziale di oltre dieci minuti, il ricordo di Tensing da ragazzo che si allena con Taobaibai e il tentativo di accompagnare il killer fuori dal ring, sventato staccandosi il braccio.
- Nel manga Tensing non spezza la lama: nell'anime il gesto lascia il killer visibilmente scosso.
- È l'ultima apparizione dell'Eremita della Gru nella serie. Taobaibai tornerà solo molto più avanti, in un episodio originale di Dragon Ball Z.
Lo sapevi? Il taglio che la lama di Taobaibai lascia sul petto di Tensing non guarirà mai: la cicatrice resterà sul personaggio per tutto il resto della saga, senza che nessun senzu la cancelli.
