
Il centoseiesimo episodio di Dragon Ball Z, trasmesso in Giappone il 4 settembre 1991, mette fine ai «cinque minuti» più famosi della serie: Namecc esplode davvero. Goku, vincitore su Freezer, non trova il modo di andarsene in tempo. Sulla Terra gli amici sperano nelle sfere del drago, finché una regola inattesa non spegne l'entusiasmo.
Riassunto
Sconfitto Freezer, Goku vola disperato sopra un pianeta che va in pezzi. Sul suo pianeta Re Kaioh annuncia a Yamcha, Tensing e Jiaozi la vittoria, ma frena subito la gioia: Namecc sta per esplodere e Goku potrebbe non farcela.
Il Saiyan trova l'astronave di Freezer, malridotta ma ancora intera. Corre nei corridoi, raggiunge la sala comandi e avvia la sequenza di decollo, ma il tiranno aveva detto la verità: la nave è stata danneggiata da Vegeta, si spegne a metà dell'accensione e sprofonda nella lava. Goku esce appena in tempo e grida, rendendosi conto che è troppo tardi. Un attimo dopo Namecc esplode.
L'onda d'urto mette in crisi le antenne di Re Kaioh, che per un po' non percepisce più nulla. Quando si riprende, cerca in tutto l'universo, ma di Namecc e di Goku non c'è traccia. Yamcha usa la telepatia di Re Kaioh per avvertire Bulma: Goku ha battuto Freezer, ma non è riuscito a lasciare il pianeta. Bulma non si scompone: basterà chiedere a Porunga di resuscitarlo insieme a Crilin. È Re Kaioh a gelare tutti: il drago namecciano riporta in vita le persone nel luogo in cui sono morte, cioè dove un tempo c'era Namecc. Goku e Crilin rinascerebbero nel vuoto dello spazio e morirebbero di nuovo all'istante.
La speranza crolla. Vegeta nasconde il suo turbamento dietro una finta esultanza: ora il più forte dell'universo è lui. Gohan, esasperato, lo attacca. Vegeta incassa qualche colpo, poi lo sovrasta e si ferma solo quando interviene Piccolo. Disgustato dal rifiuto del bambino di accettare la realtà, il principe vola via. Dende cura le ferite di Gohan, ma quelle più profonde restano.
Il commento
Freezer aveva annunciato i cinque minuti nell'episodio 97, andato in onda il 26 giugno 1991. Il pianeta esplode in questo, il 4 settembre: dieci episodi e oltre due mesi di programmazione per un conto alla rovescia che, nella finzione, avrebbe dovuto durare quanto una pausa caffè. Nell'episodio 102 Freezer diceva che mancavano due minuti, alla fine della stessa puntata uno solo. È diventato l'esempio più citato, e più preso in giro, di come la Toei allungasse il manga per non raggiungerlo. Ma riguardati in sequenza, quei dieci episodi hanno anche un effetto voluto: il tempo dilatato fa sentire il peso di ogni scelta, quella di Goku di restare, quella di risparmiare Freezer, quella del tiranno di colpire ancora.
L'esplosione in sé è gestita con sobrietà: niente eroismi dell'ultimo secondo, solo un uomo che grida contro l'evidenza. Nell'originale Goku è nel panico; il primo doppiaggio inglese gli fa invece dire che non si arrenderà, smussando proprio la disperazione che rende la scena forte.
Sulla Terra l'anime aggiunge una lite inventata: Vegeta che infierisce sulla presunta morte di Goku e la rissa con Gohan non esistono nel manga. Funzionano come sfogo emotivo, ma creano un piccolo problema: nell'episodio successivo Vegeta è di nuovo con il gruppo come se nulla fosse.
Curiosità
- Adatta il capitolo 328. Sceneggiatura di Hiroshi Toda, regia di Kazuhito Kikuchi, share del 22,5%.
- Nel manga l'astronave di Freezer non finisce nella lava ma precipita nelle crepe del terreno.
- Quello che Yamcha riferisce a Bulma non è vero: più avanti si scoprirà che Goku è fuggito all'ultimo con una navicella delle Forze Speciali Ginew.
- In Italia andò in onda su Italia 1 il 3 agosto 2000.
Lo sapevi? Le differenze tra Shenron e Porunga, e i cavilli che rendono complicata ogni resurrezione, sono raccolti nella guida alle sfere del drago.
