
Il centoventottesimo episodio di Dragon Ball, trasmesso in Giappone il 28 settembre 1988, è il secondo capitolo originale dell'anime dedicato all'allenamento di Goku. Dopo il fallimento sul monte dei fulmini, Mr. Popo cambia strategia e lo manda in una foresta a cercare chi possa allenargli la mente. Goku si aspetta un guerriero leggendario; trova una famiglia numerosa, un nonno con la canna da pesca e una lezione che non aveva previsto. In Italia l'episodio è arrivato nel 1998, con il doppiaggio Mediaset.
Riassunto
Goku si risveglia al tempio dopo tre giorni di incoscienza. La prova del monte Goro Goro era a quanto pare ancora troppo difficile per lui, e Popo gliene assegna un'altra: in una foresta lontana vive qualcuno capace di insegnargli quello che gli manca.
Affamato, Goku segue l'odore del cibo e finisce dritto in una rete tesa da Mousse, un boscaiolo. Se ne libera senza fatica, e il malinteso finisce a tavola. La famiglia di Mousse è enorme: la moglie Eclair e nove figli, tutti con nomi di dolci. Quando rientra il nonno Korinto con il pescato del giorno, si prepara un banchetto e, come sempre, nessuno crede ai propri occhi davanti all'appetito di Goku. È a cena che il ragazzo sente parlare di Yaochun, l'uomo più forte della zona, capace a quanto pare di schivare i fulmini.
Alla Kame House, intanto, Crilin, Tensing e Yamcha chiedono al Maestro Muten perché abbia smesso di allenarli. Il vecchio maestro risponde che non ha più niente da insegnare: se vogliono crescere, devono trovare la loro strada.
Poco dopo Korinto accompagna Goku da Yaochun, un gigante che medita vicino al fiume. Goku lo sfida, ma il presunto campione crolla in un attimo: non è lui l'uomo che stava cercando. Deluso, il ragazzo ritrova il nonno sulla riva. Korinto gli insegna a pescare senza guardare, sentendo il fiume, con la mente calma e silenziosa come il cielo. Goku si siede, si concentra e per la prima volta comincia a capire, mentre Dio e Mr. Popo osservano dall'alto.
Il commento
È una puntata piccola, quasi un racconto popolare, e proprio per questo ha un suo fascino. La struttura è quella classica della parabola: l'eroe cerca il maestro famoso, scopre che è un pallone gonfiato, e la saggezza vera arriva da chi meno se l'aspettava. Il vecchio pescatore non dà lezioni, si limita a mostrare.
La famiglia Mousse porta calore e qualche gag, in linea con il gusto della serie per i nomi a tema. Il momento più interessante, però, è alla Kame House. Muten che rifiuta di continuare ad allenare i suoi allievi è un passaggio di testimone: Goku è salito da Dio, e gli altri devono smettere di aspettare qualcuno che li guidi.
Il titolo, infine, riassume tutta la lezione meglio di qualsiasi spiegazione: stare fermi, tranquilli come il cielo, è più difficile che correre più veloci di un fulmine.
Curiosità
- È un episodio originale dell'anime, senza corrispondenza nel manga di Akira Toriyama. In Giappone ottenne uno share del 18,9%, il più alto tra gli episodi 123-129.
- Nella versione giapponese Muten è molto più duro: dice ai tre che non raggiungeranno mai Goku se continuano ad allenarsi insieme, sempre allo stesso modo, mentre lui ha scelto di proseguire da solo. Il doppiaggio inglese sostituisce la ramanzina con un aneddoto sulla giovinezza del maestro.
- Nel doppiaggio di Funimation Yaochun si chiama Palepaw. In giapponese ha la voce di Daisuke Gōri.
Lo sapevi? I figli di Mousse hanno nomi come Pudding, Crêpe, Donut e Biscuit: un omaggio ai nomi a tema che Toriyama ha sempre amato, dai Saiyan battezzati come ortaggi alla famiglia di Bulma.
