
Il centonovesimo episodio di Dragon Ball, trasmesso in Giappone il 20 aprile 1988, porta finalmente Goku faccia a faccia con il Grande Mago Piccolo. Il titolo originale, «Son Goku contro il Grande Mago Piccolo», promette uno scontro alla pari, ma la puntata racconta l'opposto: dopo un avvio incoraggiante, il ragazzo scopre che il demone gioca in un'altra categoria, e che neppure la sua tecnica migliore basta a fermarlo.
Riassunto
In volo verso la quinta sfera, Tensing torna a riflettere sulla Mafuba, la tecnica con cui il demone era stato sigillato in passato. Intanto l'aeronave atterra accanto a Goku e Yajirobei. Appena sente il nome del Grande Mago Piccolo, Yajirobei, che ne conosce la leggenda, consegna a Goku la sfera a una stella e corre a nascondersi dietro un albero.
Il demone scende a terra mentre Pianoforte decanta la sua potenza. Goku gli rinfaccia la morte di Crilin e attacca per primo: con la sua velocità lo coglie di sorpresa e lo manda al tappeto, tanto che Pilaf, appollaiato su una cassa per seguire la scena, cade dallo stupore. Il Grande Mago Piccolo, però, si rialza, si toglie il mantello e sprigiona un'aura che lascia Goku senza parole. Altrove, il Maestro Muten trova la sfera a tre stelle, ma un masso gli rotola addosso e la sfera precipita in un burrone.
Da quel momento lo scontro cambia segno. Il demone afferra Goku, che riesce a liberarsi solo mordendogli la mano, poi lo scaraventa contro una roccia e lo mette fuori combattimento con un calcio. Quando il ragazzo si riprende, Piccolo lo bersaglia con raggi esplosivi lanciati dalle dita; Goku cerca riparo tra le rocce, ma il nemico è troppo rapido, e anche nel corpo a corpo non riesce più a stargli dietro.
Allo stremo, Goku assume la posizione della Kamehameha. Per un istante il Grande Mago Piccolo trasale, convinto che stia per usare la Mafuba, poi capisce l'equivoco e si tranquillizza. La Kamehameha lo colpisce in pieno, ma quando il fumo si dirada il demone è ancora lì, praticamente illeso. Con Goku a terra, si prepara a dargli il colpo di grazia.
Il commento
Dopo la catarsi contro Tamburello, l'episodio rimette subito le cose in prospettiva. La rabbia che aveva reso Goku inarrestabile qui non basta: il primo colpo va a segno solo perché il demone lo sottovaluta, e quando il Grande Mago Piccolo fa sul serio la differenza è brutale. L'anime allunga molto lo scontro rispetto al manga, con l'aura, i raggi e altri scambi ravvicinati, e il risultato è una lenta discesa che rende tangibile la paura.
Il momento migliore è il sussulto del demone davanti alla posa della Kamehameha. È l'unica crepa nella sua sicurezza, e ricorda allo spettatore che il vero punto debole del Grande Mago Piccolo non è la forza di Goku ma la Mafuba, la tecnica che lo aveva già sconfitto. Il morso alla mano, invece, è puro Goku: un bambino cresciuto nella foresta che combatte con tutto quello che ha. Yajirobei che si nasconde con prudenza è codardo, ma lascia la sfera a Goku, che è già qualcosa.
Curiosità
- L'episodio adatta il capitolo 142 dalla pagina 8 alla fine e l'intero capitolo 143 del manga di Akira Toriyama. In Giappone ottenne uno share del 18,8%.
- Sono originali dell'anime le riflessioni di Tensing sulla Mafuba, le vanterie di Pianoforte, l'aura del Grande Mago Piccolo e la sfera trovata e persa da Muten. Nel manga Pilaf assiste dal tetto della nave come gli altri, senza la cassa.
- Nel manga Goku morde il pollice del demone e viene subito scrollato via; l'anime prolunga la presa e aggiunge la caccia con i raggi tra le rocce.
- Il cliffhanger durò due settimane: il 27 aprile 1988 non andò in onda nessun episodio, e il seguito arrivò il 4 maggio.
Personaggi
- Goku
- Grande Mago Piccolo
- Yajirobei
- Pilaf, Mai, Shu, Pianoforte
- Maestro Muten, Tensing, Jiaozi
