
Il centottesimo episodio di Dragon Ball, trasmesso in Giappone il 13 aprile 1988, è quello in cui Goku vendica Crilin. Contro Tamburello, che pochi episodi prima lo aveva battuto senza fatica, stavolta non c'è partita: il ragazzo lo travolge e lo cancella con una Kamehameha. Ma la vittoria ha un prezzo, perché il Grande Mago Piccolo perde il secondo figlio e decide di scendere in campo di persona, come annuncia il titolo originale.
Riassunto
In volo verso la prossima sfera, il Maestro Muten ripensa al giorno in cui conobbe Goku e Bulma, che gli avevano riportato la tartaruga, e a quando Crilin si presentò alla Kame House per diventare suo allievo. A riscuoterlo è il radar: un puntino si muove a grande velocità, e il gruppo spera che li porti da Goku.
Tamburello provoca Goku, convinto di avere davanti l'avversario già sconfitto. Goku però si muove a una velocità che il demone non riesce nemmeno a seguire e lo riempie di colpi. Yajirobei lo crede già morto e pensa alla cena, ma Tamburello si rialza e spara dalla bocca un raggio che sembra polverizzare Goku. Il ragazzo l'aveva schivato con facilità. Terrorizzato, il demone prova a fuggire in volo verso il padre; Goku si lancia in alto allungando il bastone Nyoi e lo disintegra con una Kamehameha.
Sull'aeronave, il Grande Mago Piccolo avverte la morte di Tamburello e soffre visibilmente. Mai ipotizza chi possa essere tanto forte da uccidere i suoi figli; Pilaf nota che qualcun altro sta raccogliendo le sfere, ma il demone ha un'altra priorità e ordina di puntare verso Goku. A terra, Yajirobei è furioso perché il suo pasto è andato in fumo, e Goku gli ricorda che finché terrà la sfera arriveranno altri mostri.
Muten, Tensing e Jiaozi raggiungono una grotta da cui il radar segnala una sfera che si sposta in modo strano. Jiaozi respinge con la telecinesi uno stormo di corvi, e all'interno il gruppo trova la sfera: l'avevano portata lì gli uccelli, ecco spiegati i movimenti. Usciti a fatica da un nuovo attacco, i tre ripartono. Intanto Goku e Yajirobei vedono comparire in cielo l'aeronave, che scende proprio su di loro.
Il commento
È la puntata della catarsi, e la regia la tratta come tale. Il confronto con l'episodio 103 è voluto: allora Goku era stremato dal torneo e Tamburello lo dominava, ora ha mangiato e dormito e la differenza è abissale. È un'idea molto da Toriyama, per cui la forza di Goku dipende anche dalla pancia piena. La Kamehameha lanciata in volo, con il bastone Nyoi usato come trampolino, è un piccolo saggio di inventiva, ed è uno dei rari casi in cui Goku uccide un nemico di proposito.
Il ricordo di Muten, aggiunto dall'anime, sembra un riempitivo ma ha una funzione precisa: riporta lo spettatore all'inizio della serie e a Crilin bambino proprio nella puntata in cui il suo assassino paga. E c'è un dettaglio che rende il cattivo più interessante: il Grande Mago Piccolo soffre davvero per i figli perduti. È un demone, ma è anche un padre, e la sua discesa in campo nasce dal lutto oltre che dall'orgoglio.
Curiosità
- L'episodio adatta il capitolo 141 dalla pagina 3 alla fine e le prime sette pagine del capitolo 142 del manga di Akira Toriyama. In Giappone ottenne uno share del 17,2%.
- Sono originali dell'anime il ricordo di Muten, Yajirobei che accende il fuoco per cucinare Tamburello e l'intera ricerca nella grotta dei corvi, dove il gruppo recupera la sfera a sei stelle.
- Nel manga Goku si mostra illeso subito dopo il raggio di Tamburello; nell'anime c'è qualche istante di suspense, con Yajirobei pronto a difendersi da solo.
- La sceneggiatura è di Shun'ichi Yukimuro, la regia di Yoshihiro Ueda.
Lo sapevi? Nella versione giapponese, mentre si chiede chi possa uccidere i figli del Grande Mago Piccolo, Mai tira in ballo nientemeno che Godzilla.
Personaggi
- Goku
- Yajirobei
- Tamburello
- Grande Mago Piccolo, Pilaf, Mai, Shu, Pianoforte
- Maestro Muten, Tensing, Jiaozi
- Crilin, Bulma (nel ricordo)
