Dragon Ball Z episodio 275: «Majinbu entra nel suo corpo»

Dragon Ball Z episodio 275: Goku e Vegeta liberano gli amici dai bozzoli, trovano il Bu buono prigioniero e affrontano Super Bu dentro il suo stesso corpo.

Aggiornato il 19 ottobre 2026Lettura: 3 min

Il 275° episodio di Dragon Ball Z, trasmesso in Giappone il 16 agosto 1995, rivela il segreto che deciderà il finale della saga. Staccando i bozzoli di Gohan, Goten, Trunks e Piccolo, Goku e Vegeta fanno regredire Super Bu, poi scoprono un altro prigioniero: il Bu buono, l'amico di Mr. Satan. Proprio allora il mostro si materializza dentro il suo stesso corpo, dove nessun colpo può ferirlo.

Riassunto

Goku e Vegeta strappano dalle pareti i bozzoli che tengono prigionieri Gohan, Goten, Trunks e Piccolo. Fuori, il corpo di Super Bu si sgonfia e torna all'aspetto che aveva prima degli assorbimenti, e Goku sente che la sua forza è calata. Vegeta vorrebbe uscire subito a combattere, ma Goku lo frena: anche così Bu resta troppo potente per loro. L'unica speranza sarebbe la danza della fusione, e Vegeta la respinge senza nemmeno discuterne.

In quel momento Vegeta nota un altro bozzolo. Dentro c'è il Bu buono, quello che aveva fatto amicizia con Mr. Satan. Vegeta racconta a Goku ciò che ha visto dall'aldilà: la scissione del mostro in due, e la parte malvagia che trasforma quella buona in cioccolato per mangiarla. Sulla Terra, intanto, Dende e Mr. Satan seguono Bu di nascosto mentre si abbuffa di dolci in città, e non capiscono perché all'improvviso resti immobile.

Una voce alle spalle dei due Saiyan scioglie il dubbio: Super Bu si è formato all'interno del proprio corpo. Goku e Vegeta si trasformano in Super Saiyan e lo attaccano, ma ogni volta che lo colpiscono il mostro ricompare altrove, intatto. Un attacco combinato sembra metterlo fuori gioco, invece Bu si ricompone ancora. Goku apre un buco nella testa del mostro per tentare la fuga, ma la ferita si richiude prima che riescano a passare.

Stanco di giocare, Bu decide di assorbire anche loro. Vegeta finisce a terra, stordito, e il mostro si prepara a inglobarlo, mentre Goku si lancia disperatamente in suo aiuto.

Il commento

Il titolo giapponese parla di «due Bu dentro Bu», e il gioco di parole è la chiave della saga. Il Bu buono non è stato digerito come le altre vittime trasformate in dolci: è rimasto intero, conservato in un bozzolo come i guerrieri più forti. Nel manga è lo stesso mostro a confermarlo appena compare: solo quel Bu ha avuto un trattamento speciale. Quel prigioniero dimenticato è il motivo per cui Super Bu esiste così com'è, e lo capiremo nel prossimo episodio, quando Vegeta deciderà di staccarlo.

Il significato per il finale è enorme. Separato dal Bu buono, il mostro tornerà alla sua forma originaria, il Majin Bu puro, noto anche come Kid Bu: come spiegherà Kaioshin, assorbendo il Kaioshin del Sud e il Grande Kaioshin il demone aveva guadagnato un cuore a scapito della potenza. Il Bu buono, invece, tornerà in campo nello scontro decisivo, sopravvivrà e andrà a vivere con Mr. Satan. È la prova che l'amicizia nata tra un campione impostore e un mostro goloso non era una parentesi comica, ma il cuore morale dell'intera saga.

Dal punto di vista dell'adattamento l'anime aggiunge parecchio. Nel manga non c'è alcun combattimento: Bu appare, Goku lo colpisce invano e Vegeta passa subito all'idea del bozzolo. Lo scontro con Vegeta a un passo dall'assorbimento è un'invenzione della serie che allunga la suspense, ma l'immagine di un nemico onnipresente dentro il proprio corpo è riuscita.

Curiosità

  • Adatta il capitolo 506 dalla nona pagina alla fine e le prime sei pagine del 507. Sceneggiatura di Atsushi Maekawa, regia di Shigeyasu Yamauchi, direzione dell'animazione di Yukio Ebisawa.
  • In Giappone ottenne il 13,9% di share.
  • Nella versione giapponese Vegeta racconta ciò che ha visto dall'aldilà; i doppiaggi americani fanno sembrare che i due leggano i pensieri di Bu.
  • Sono aggiunte dell'anime Dende e Mr. Satan che seguono Bu in città e tutto il combattimento dentro il corpo.
  • In Italia andò in onda su Italia 1 l'8 marzo 2001.

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