
Il ventisettesimo episodio di Dragon Ball, trasmesso in Giappone il 27 agosto 1986, è il momento più difficile della finale per Goku. Jackie Chun tira fuori le tecniche più insolite del suo repertorio, dall'ipnosi a una scarica elettrica usata una sola volta in passato. Poi, mentre il sole tramonta, accade quello che Bulma e gli altri temevano da quando la coda è ricresciuta: sorge la luna piena.
Riassunto
Il combattimento si prolunga e il sole sta calando. Jackie comincia a muovere le mani in modo ipnotico e a cantilenare una specie di ninnananna, finché Goku crolla a terra profondamente addormentato. È lo Yoiko Min-Min Ken; l'annunciatore commenta che sembra più ipnosi che arte marziale, ma comincia a contare. Al nove Bulma ha un'idea e grida a Goku che la cena è pronta. Il ragazzo balza in piedi e corre in giro chiedendo dove sia il cibo.
Per chiudere in fretta e andare a mangiare, Goku usa la sua morra cinese: sasso, forbici, carta. Jackie para tutto e dice di aver già visto quella tecnica, e Goku è sorpreso, perché pensava fosse un segreto del nonno. Al secondo tentativo annuncia «carta» ma colpisce con il pugno chiuso, e Jackie finisce a terra, furibondo per l'inganno.
A quel punto il vecchio si fa serio. Spiega che userà una tecnica adoperata una sola volta in vita sua, contro Son Gohan, il nonno di Goku. Si concentra, le mani cominciano a lampeggiare e scaglia il Bankoku Bikkuri Shō: una scarica elettrica che avvolge Goku, lo solleva da terra e lo paralizza. Jackie gli chiede di arrendersi, e anche Crilin e Yamcha lo implorano di farlo. Goku sta per cedere quando i suoi occhi incrociano la luna piena.
In pochi istanti si trasforma nello scimmione gigante. Il pubblico fugge in preda al panico mentre il mostro distrugge l'arena, e Yamcha spiega a tutti che non è una tecnica: Goku si trasforma così quando guarda la luna. Jackie, che non può scappare senza perdere per uscita dal ring, capisce che c'è un solo modo per fermarlo. Si toglie la giacca, gonfia i muscoli come al Monte Padella e spara la Kamehameha alla massima potenza. Quando il fumo si dirada lo scimmione è sparito, e gli amici di Goku temono che il vecchio lo abbia ucciso.
Il commento
È l'episodio in cui la finale smette di essere una festa e diventa una cosa seria. La prima metà ha ancora il tono giocoso delle puntate precedenti, con l'ipnosi e la cena di Bulma, ma il Bankoku Bikkuri Shō cambia il registro: per la prima volta il maestro usa contro Goku qualcosa che potrebbe fargli davvero male. E con il nome di Son Gohan, la storia lega il torneo al passato del ragazzo.
La trasformazione era stata preparata con cura, dalla coda ricresciuta contro Giran alla luce del tramonto che cala episodio dopo episodio. Rivedere lo scimmione dopo il castello di Pilaf, davanti al pubblico del torneo, ha un effetto potente. E la Kamehameha alla massima potenza chiude l'episodio con uno dei cliffhanger più efficaci del primo Dragon Ball.
Il trucco della morra cinese, infine, è un piccolo gioiello: Goku, che di solito non conosce malizia, la spunta con un inganno degno di Crilin.
Curiosità
- L'episodio adapta la seconda parte del capitolo 49 e i capitoli 50 e 51 del manga di Akira Toriyama, e in Giappone ottenne uno share del 22,3%.
- Il nome della scarica, Bankoku Bikkuri Shō, si può rendere come «colpo che stupisce tutte le nazioni».
- Nella prima edizione italiana l'episodio si intitolava «La crisi di Goku».
Lo sapevi? Jackie conosce la morra cinese di Goku perché era la tecnica di nonno Gohan, suo allievo. Il dettaglio, buttato lì, è un altro indizio sulla sua vera identità che Goku non coglie.
Personaggi
- Goku
- Maestro Muten (Genio delle Tartarughe) / Jackie Chun
- Bulma
- Crilin
- Yamcha e Pual
- Oolong
