
Il diciassettesimo episodio di Dragon Ball, trasmesso in Giappone il 18 giugno 1986, è quello in cui l'allenamento comincia davvero. Il primo esercizio del Maestro Muten sembra una burla: consegnare il latte. Solo che il giro attraversa mezza isola, tra scalinate infinite, burroni, deserti, fiumi e dinosauri. Ed è in cima a quel percorso che Goku sente per la prima volta parlare del Torneo Tenkaichi.
Riassunto
Alle quattro e mezza del mattino suona la sveglia. Muten va a chiamare Goku, che per mancanza di futon dorme nel letto di Lunch, ma sotto le coperte trova la versione bionda della ragazza. Svegliata di soprassalto, lei spara a Goku, che risponde con un calcio e la rimanda a dormire.
Prima di partire Muten espone la filosofia della sua scuola: non ci si allena per vincere i combattimenti né per fare colpo sulle ragazze, ma per vivere in salute e con allegria, ed essere pronti a difendersi se qualcuno minaccia loro o gli innocenti. Crilin annuisce, Goku non capisce una parola, e il maestro riassume: allenarsi al massimo e godersi la vita. Ora Goku ha capito.
La prima tappa è la casa del lattaio, stupito che vogliano fare il giro a piedi. Ciascun ragazzo prende una cassetta di bottiglie. I primi due chilometri si fanno saltellando, il tratto seguente a zig-zag tra gli alberi; quando Crilin prova a tagliare dritto, trova il maestro ad aspettarlo e deve tornare indietro. Poi arriva una scalinata altissima verso un tempio in cima a una rupe. Durante una pausa Muten racconta che anche nonno Gohan e lo Stregone del Toro, da suoi allievi, consegnavano il latte così, e Goku riparte con nuove energie.
In cima il monaco del tempio accoglie il gruppo. Muten gli confida che, se i ragazzi si impegneranno, fra otto mesi potranno partecipare al Torneo Tenkaichi. Goku non ne ha mai sentito parlare, e Crilin gli spiega che lì si riuniscono i migliori artisti marziali del mondo per stabilire chi è il più forte «sotto il cielo». Il maestro precisa che l'obiettivo non è vincere ma usare il torneo come stimolo. Intanto, in città, Yamcha batte uno dopo l'altro gli avversari di un dojo con il suo colpo del lupo, e pensa a Goku.
Il giro prosegue su un tronco sospeso sopra un burrone, attraverso un deserto, un fiume impetuoso e un sentiero dove li insegue un dinosauro. Tornati a casa sfiniti, i ragazzi scoprono che questo era solo l'allenamento dell'alba, da ripetere ogni giorno per otto mesi. Adesso tocca a quello del mattino.
Il commento
Qui Dragon Ball trova uno dei suoi archetipi più imitati: l'allenamento che non sembra un allenamento. Muten non insegna mosse, fa lavorare i ragazzi come garzoni, e lo spettatore capisce il senso solo più avanti. È uno schema che deve molto ai film di kung fu di Hong Kong, che Toriyama adorava, e che tanti manga di combattimento riprenderanno.
L'episodio ha anche il merito di dare a Goku una motivazione che non sono le sfere del drago. Il torneo è un orizzonte preciso, con una data e degli avversari, e cambia il passo della serie. La scena sul tempio funziona bene proprio perché Goku non sa nulla: impariamo cos'è il torneo insieme a lui.
Più debole l'inserto con Yamcha nel dojo, aggiunto dall'anime per ricordarci che anche lui si sta preparando. Utile, ma spezza il ritmo di una lunga corsa senza respiro.
Curiosità
- L'episodio adapta un solo capitolo del manga di Akira Toriyama, il 30, e in Giappone ottenne uno share del 22,6%.
- Il nome giapponese del torneo, Tenka'ichi Budōkai, significa più o meno «raduno di arti marziali del numero uno sotto il cielo».
- Il lattaio dell'isola, come molti abitanti del mondo di Toriyama, ha l'aspetto di un animale antropomorfo: una mucca.
Lo sapevi? Quando Goku saluta il monaco con un brusco «ossu», Muten gli dà una bastonata in testa e lo obbliga a dire il più educato «ohayō gozaimasu». È una delle prime lezioni di buone maniere del maestro.
Personaggi
- Goku
- Crilin
- Maestro Muten (Genio delle Tartarughe)
- Lunch
- Yamcha e Pual
- Bulma e Oolong
