
Il diciottesimo episodio di Dragon Ball, trasmesso in Giappone il 25 giugno 1986, racconta una giornata completa alla scuola del Maestro Muten, dall'alba al tramonto. Dopo il latte arrivano un campo da arare a mani nude, un cantiere, una nuotata con gli squali e uno sciame di api. E alla fine il maestro annuncia che da domani si farà tutto con un guscio di tartaruga sulle spalle.
Riassunto
In giro per il mondo altri lottatori si preparano al Torneo Tenkaichi, in palestra, nei dojo e nei boschi. Goku e Crilin, appena finito il giro del latte, crollano a terra convinti di aver chiuso la giornata, ma Muten li rimette in piedi: ora c'è l'allenamento del mattino. Devono aiutare un contadino ad arare il suo campo, e quando prendono le zappe il maestro li ferma: si ara con le mani, perché lo scopo è irrobustirle. Il contadino li paragona a due trattori.
A colazione Crilin esagera con il pepe, Lunch starnutisce e caccia tutti di casa a colpi di mitra; il gruppo finisce a mangiare in una trattoria. Poi c'è lo studio, perché secondo Muten un artista marziale deve allenare anche la mente, e dopo pranzo un'ora di pisolino sulle amache. Il motto della scuola è semplice: muoversi bene, imparare bene, mangiare bene, riposare bene.
Il pomeriggio comincia in un cantiere edile. Il caposquadra è scettico, ma i due ragazzi scavano e trasportano a una velocità tale che finisce per pagarli come sei uomini. Mentre picchia con il piccone, Crilin ripensa ai compagni più grandi che lo maltrattavano al tempio Orin e giura di prendersi la rivincita al torneo.
Quando Goku pretende di imparare finalmente delle vere mosse, Muten si arrabbia e indica un grande masso: insegnerà loro le arti marziali quando saranno capaci di spostarlo. Il vecchio lo smuove a fatica di pochi centimetri, ma Goku, su un masso simile, ci riesce subito e lo spinge per metri. Muten finge di essersi sbagliato e ne indica uno molto più grande. Seguono dieci vasche in un lago popolato di squali e un esercizio di riflessi: legati a un albero, devono schivare le api di un alveare che il maestro colpisce con il bastone. A sera, gonfi di punture, scoprono che dal giorno dopo la stessa routine si farà con un guscio da 20 chili sulla schiena.
Il commento
Se l'episodio precedente introduceva il metodo di Muten, questo lo mostra per intero, e la struttura a cronometro, con gli orari della giornata scanditi uno dopo l'altro, rende bene la fatica. L'idea di fondo è sorprendentemente sana per una serie di botte: lavoro, studio, cibo e sonno valgono quanto il combattimento.
Il momento migliore è il masso. In pochi secondi la scena dice tre cose: Goku è già più forte di quanto il maestro immagini, Muten è un insegnante abile ma anche un po' istrione, e il suo vero obiettivo è tenere i ragazzi sotto pressione, non mantenere la parola. La faccia del vecchio quando Goku sposta la roccia vale da sola l'episodio.
Il flashback del bullismo dà invece a Crilin una ferita da sanare, e quindi un motivo per arrivare al torneo diverso da quello di Goku. Le gag con Lunch e il pepe e il libro di «lingua» dal contenuto sospetto sono il pedaggio comico, più o meno riuscito, dell'epoca.
Curiosità
- L'episodio adapta il capitolo 31 del manga di Akira Toriyama e in Giappone ottenne uno share del 22,8%.
- La regia è di Yoshihiro Ueda, lo stesso dell'episodio della prima Kamehameha.
- Il titolo giapponese gioca con il nome della scuola, Kame-Sen-ryū, lo «stile dell'eremita della tartaruga».
Lo sapevi? Al cantiere Muten chiede per i due ragazzi la paga di cinque uomini. Quando la testa del piccone di Crilin gli atterra accanto, il caposquadra si convince da solo e la alza a sei.
Personaggi
- Goku
- Crilin
- Maestro Muten (Genio delle Tartarughe)
- Lunch
