
Il centotrentunesimo episodio di Dragon Ball, trasmesso in Giappone il 26 ottobre 1988, divide la scena in due, come promette il titolo originale, «Ognuno per la sua strada». Sul tempio di Dio Goku affronta un esercizio in apparenza infantile, mentre a terra Tensing, Crilin, Yamcha e Jiaozi capitano in un villaggio in festa. La serata allegra finisce nel peggiore dei modi: la montagna che gli abitanti venerano come un dio si risveglia.
Riassunto
Tensing e i compagni sono accampati lungo la strada per la Terra Sacra di Karin quando, nella notte, sentono rullare dei tamburi in lontananza.
Sul tempio sopra le nuvole, intanto, Mr. Popo propone a Goku un nuovo allenamento: una specie di acchiapparello. Popo si benda gli occhi e gli dà la caccia, guidato soltanto dall'energia che il ragazzo emana. Goku corre più forte che può, ma non serve a nulla: Popo lo raggiunge ogni volta e lo sbatte a terra. Quando i ruoli si invertono va ancora peggio. Goku non riesce nemmeno a sfiorarlo, e Popo gli ripete che deve cercarlo con il ki, non con gli occhi. La concentrazione, però, continua a sfuggirgli.
A terra, i quattro si ritrovano circondati da uomini con maschere da demone. Lo spavento dura poco, perché gli abitanti sono gentili e una ragazza, Mint, li invita alla festa del villaggio. Il paese sorge ai piedi di una grande montagna che la gente considera il proprio dio protettore. Mentre i preparativi vanno avanti, uno stormo di corvi si leva in volo all'improvviso: per gli abitanti è un cattivo presagio.
Durante i festeggiamenti Jiaozi avverte che c'è qualcosa che non va, senza capire bene cosa, mentre a Crilin viene offerto da bere e il ragazzo si ubriaca in pochi sorsi. Paoru, l'uomo più grosso del villaggio e fratello di Mint, sfida Tensing a un incontro, ma Crilin, galvanizzato dall'alcol e deciso a fare colpo sulla ragazza, si fa avanti al suo posto e lo stende con una testata. La festa viene interrotta dagli animali, che fuggono in preda al panico: Jiaozi capisce che la montagna sta per esplodere. Pochi istanti dopo il vulcano erutta e la lava comincia a scendere verso le case. Tensing decide di fermarla e gli altri lo seguono di corsa verso il cratere.
Il commento
Anche questo è materiale originale dell'anime, e lo si sente: la metà ambientata al villaggio ha il sapore delle avventure on the road della prima parte della serie, con un piccolo paese, una tradizione locale e un pericolo naturale da sventare. Non è l'episodio più memorabile della saga, ma ha il merito di dare spazio a un gruppo che il manga, in questo periodo, lascia completamente fuori scena.
Il personaggio che ne esce meglio è Crilin. La sua sbronza è una gag semplice ma efficace, e l'incontro con Paoru mostra quanto sia cresciuto rispetto al ragazzino insicuro del tempio Orin: da sobrio non avrebbe mai sfidato un colosso del genere, da ubriaco lo batte con una testata. Tensing, invece, conferma il suo carattere: quando la lava minaccia il villaggio è il primo a muoversi, senza chiedersi se ne sia capace.
L'allenamento di Goku con Mr. Popo è la parte più interessante sul piano della storia. L'idea di cercare l'avversario con il ki invece che con gli occhi sembra un dettaglio, ma diventerà uno dei pilastri dei combattimenti di tutta la saga e di Dragon Ball Z.
Curiosità
- È un episodio originale dell'anime, senza capitoli del manga corrispondenti. In Giappone ottenne uno share del 17,3%.
- Sceneggiatura di Keiji Terui, regia di Mitsuo Hashimoto, direzione dell'animazione di Yukio Ebisawa.
- Nella versione giapponese l'anziano del villaggio è il nonno di Mint e Paoru; il doppiaggio inglese di Funimation non lo dice.
- Sempre nel doppiaggio Funimation, l'alcol offerto a Crilin diventa root beer, una bibita analcolica, anche se lui finisce ubriaco lo stesso.
- In giapponese, qui e nell'episodio successivo, i personaggi chiamano «magma» la lava che esce dal vulcano.
Lo sapevi? Tra gli abitanti del villaggio c'è un uomo identico a Gyaosu, il capo della polizia del Villaggio Pinguino di Dr. Slump, solo più alto e con un cappello in testa.
