Dragon Ball episodio 130: «Goku contro se stesso»

Dragon Ball episodio 130: Mr. Popo crea con un capello un fantoccio identico a Goku. Per tenergli testa il ragazzo deve imparare a svuotare la mente.

Aggiornato il 19 ottobre 2026Lettura: 4 min

Il centotrentesimo episodio di Dragon Ball, trasmesso in Giappone il 19 ottobre 1988, è un'altra tappa dell'allenamento di Goku al Palazzo di Dio, nella saga di Piccolo Junior. Stavolta Mr. Popo gli mette davanti l'avversario più scomodo che si possa immaginare: un fantoccio con il suo aspetto, la sua forza e la sua velocità. Per tenergli testa non bastano i muscoli, serve una mente sgombra. In Italia l'episodio è arrivato nel 1998, con il doppiaggio Mediaset.

Riassunto

Goku medita sul tempio sopra le nuvole, ma i pensieri continuano a distrarlo. Impaziente, chiede a Mr. Popo di combattere con lui. Popo risponde che non è ancora pronto, però gli promette un rivale alla sua altezza: gli strappa un capello e lo usa per modellare un pupazzo. La regola è semplice, si va avanti finché uno dei due non avrà esaurito le forze.

A terra, intanto, Tensing, Crilin, Yamcha e Jiaozi sono in viaggio verso la Terra Sacra di Karin. Non vogliono restare indietro rispetto a Goku e sperano di farsi allenare dall'eremita che vive in cima alla torre. Un camionista li guarda sfilare lungo la strada con la radio accesa.

Sul tempio compare uno sfidante mascherato, alto quanto Goku. Fin dai primi scambi il ragazzo capisce che qualcosa non torna: l'avversario anticipa ogni sua mossa e lui non riesce a percepirne la presenza. Con un calcio gli fa volare via la maschera e resta di sasso, perché sotto c'è la sua stessa faccia, con gli occhi di Mr. Popo. Popo spiega che il fantoccio possiede esattamente le sue capacità. L'unica differenza è che non ha pensieri a disturbarlo, e per questo combatte meglio dell'originale.

Lo scontro va avanti per ore. Goku prova l'immagine residua, poi la Kamehameha, ma il doppio risponde colpo su colpo e arriva a caricare la stessa onda. Al tramonto il ragazzo è sfinito. Solo quando smette di agitarsi e chiude gli occhi comincia a sentire l'avversario, e riesce finalmente a colpirlo. Il pupazzo crolla e Goku esulta, ma Mr. Popo lo riporta con i piedi per terra: non l'ha battuto, si è semplicemente esaurita l'energia che lo teneva in vita. L'incontro finisce quindi senza un vincitore. Goku si addormenta stremato, mentre i suoi amici proseguono il viaggio verso la torre.

Il commento

È un episodio originale dell'anime, ma tutt'altro che superfluo. Il tema è chiarissimo: Goku ha già la forza per battere quasi chiunque, quello che gli manca è il controllo. Metterlo contro una copia perfetta di se stesso è un modo elegante per dirlo senza lunghe spiegazioni: se le capacità sono identiche, a fare la differenza resta solo la testa.

La scena della maschera che vola via funziona molto bene, e il dettaglio degli occhi di Popo sul volto di Goku aggiunge un tocco quasi inquietante. Anche il finale è coerente con lo spirito di questo blocco di puntate: niente vittoria facile, Goku crede di avercela fatta e scopre di essere ancora a metà strada. Il manga di Akira Toriyama riassume i tre anni di allenamento in poche tavole; la Toei invece li dilata, a volte con un ritmo lento, ma dà un senso concreto alla crescita che vedremo al 23° Torneo Tenkaichi.

Le scene di Tensing e compagni sono poco più di un raccordo, ma ricordano allo spettatore che anche gli altri si stanno preparando, ognuno per la sua strada. È il filo che le due puntate successive svilupperanno con l'avventura del vulcano.

Curiosità

  • È un episodio originale dell'anime: non adatta alcun capitolo del manga. In Giappone ottenne uno share del 17,1%.
  • La sceneggiatura è di Hajime Satsuki, la regia di Mitsuo Hashimoto e la direzione dell'animazione di Masayuki Uchiyama.
  • Sulla divisa del fantoccio non c'è il simbolo del Maestro Muten ma il kanji 神, «dio». Anche i colori del vestito ricordano più quelli del manga che quelli usati di solito nella serie animata.
  • Nel doppiaggio inglese di Funimation l'episodio si intitola Goku's Doll.

Lo sapevi? Nella versione giapponese, mentre il camionista guarda passare Tensing e gli altri, dalla sua radio si sente «The Teachings of Muten Rōshi», una canzone che porta il nome del vecchio maestro e che qui viene usata per la prima volta in assoluto. Nei doppiaggi inglesi il brano è stato tolto.

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