
Il centoventesimo episodio di Dragon Ball, trasmesso in Giappone il 27 luglio 1988, è la rivincita che il pubblico aspettava da una decina di puntate. Il Goku che aveva perso contro il Grande Mago Piccolo non c'è più: dopo l'acqua ultra divina è un altro combattente, e il demone se ne accorge al primo colpo. Il titolo originale, «Goku, la piena potenza della rabbia», racconta bene il tono dell'episodio.
Riassunto
Il Grande Mago Piccolo, sicuro di sé, annuncia che gli basteranno cinque secondi per liberarsi del ragazzino. Goku invece lo afferra e lo scaraventa attraverso le mura del King Castle. Dalle macerie il demone risponde con una raffica di raggi dalle dita, ma Goku li schiva senza fatica, mentre il re del mondo, avvertito da una guardia, corre a seguire lo scontro con stupore. Tensing, a terra e stremato, non crede ai suoi occhi.
Il combattimento si fa sempre più a senso unico. Goku sfrutta la velocità per disorientare l'avversario, lo falcia con una spazzata e lo colpisce a ripetizione; un pugno lo scaglia all'indietro, proprio addosso a Pianoforte, che muore schiacciato. Intanto Yamcha pilota l'aereo verso la capitale con Bulma e Lunch a bordo, mentre la televisione mostra il panico nella Città dell'Ovest.
Messo alle strette, il Grande Mago Piccolo decide di liberare tutta la sua forza, una scelta che aveva sempre evitato perché gli accorcia la vita. Il terreno trema e quel che resta del castello comincia a crollare. Goku risponde che nemmeno lui finora aveva dato il massimo, ma il demone lo centra con un colpo devastante e lo spedisce in una buca nel terreno.
Convinto di aver vinto, Piccolo si volta verso Tensing per chiudere i conti anche con lui. Ma Goku schizza fuori dal suolo e balza in aria con le mani già in posizione: sta per lanciare la Kamehameha, tra la gioia di Tensing e lo sgomento del demone.
Il commento
Il fascino dell'episodio sta tutto nel rovesciamento. Nell'episodio 109 Goku aveva dato il massimo e aveva perso; qui gli stessi colpi del demone non lo scalfiscono più, e la regia insiste proprio su questo, mostrando i raggi che prima lo mettevano in difficoltà schivati quasi con noia. È una soddisfazione costruita con pazienza, e l'anime se la prende tutta allungando i duelli rispetto al manga.
Ci sono anche dettagli che danno peso alla scena: la morte quasi casuale di Pianoforte, travolto dal suo stesso padrone, e il re del mondo che assiste impotente dal suo castello in rovina. Il finale, con Goku che risorge dalla buca, è il classico aggancio da cliffhanger, ma funziona perché ormai sappiamo di cosa è capace.
Curiosità
- L'episodio adatta il capitolo 155 dalla pagina 3, il capitolo 156 e le prime sette pagine del 157 del manga di Akira Toriyama. In Giappone ottenne uno share del 15,7%.
- Nel manga Piccolo emerge dalle macerie e attacca subito con un'onda di energia; i raggi dalle dita schivati da Goku sono un'aggiunta dell'anime, e uno di essi disintegra il cadavere di Tamburo.
- Sono originali anche il re del mondo che segue lo scontro e le scene sull'aereo di Yamcha. Nel manga un secondo velivolo, con Oolong, Pual e la tartaruga, va a recuperare i corpi di Muten e Jiaozi, ma nell'anime erano già stati ritrovati.
- Nel manga Tensing reagisce alla ricomparsa di Goku con stupore, nell'anime con entusiasmo.
