
Il centoduesimo episodio di Dragon Ball, trasmesso in Giappone il 24 febbraio 1988, apre la saga del Grande Mago Piccolo e cambia il tono della serie da un momento all'altro. Il titolo originale, «La morte di Crilin: un terribile complotto», non lascia dubbi: il torneo è finito, Crilin è stato ucciso e accanto al corpo c'è un simbolo che il Maestro Muten sperava di non rivedere mai più. Per la prima volta Goku non parte all'avventura, ma per vendicare un amico.
Riassunto
Goku e gli altri trovano Crilin senza vita nella stanza dove era tornato a prendere la sfera e il bastone Nyoi dimenticati. Un mostro è entrato dalla finestra, lo ha ucciso e se n'è andato con la sfera a quattro stelle e con l'elenco dei partecipanti al torneo. Goku ignora gli ordini del maestro, si fa dare il radar da Bulma e corre via, ripensando agli allenamenti fatti con l'amico.
Sul luogo del delitto è rimasto un foglio con il carattere 魔, «demone». Muten lo riconosce: è il marchio del Grande Mago Piccolo, Al Satan nel doppiaggio Mediaset. Molto tempo prima quel demone aveva seminato il terrore nel mondo con le creature generate da lui. Gli allievi del maestro Mutaito erano stati sterminati e solo il giovane Muten e l'Eremita della Gru si erano salvati. Mutaito li aveva lasciati, per poi tornare con una tecnica segreta, la Mafuba, e rinchiudere Piccolo in un cuociriso elettrico, pagando il sigillo con la vita.
Il racconto colpisce Tensing, che scopre come il suo vecchio maestro, l'Eremita della Gru, abbia scelto la strada del male dopo quella disfatta. Jiaozi si chiede se non sia stato lui a liberare il demone, ma lo spettatore scopre subito la verità: a bordo della sua aeronave, Pilaf ha trovato il recipiente e ha aperto il sigillo, sperando di farsi regalare una fetta del mondo, e con Mai e Shu ha raccontato al demone delle sfere del drago.
Il Grande Mago Piccolo, vecchio e indebolito, vuole usare le sfere per tornare giovane e, nel frattempo, eliminare tutti i grandi lottatori, perché nessuno possa più usare la Mafuba contro di lui: per questo gli serviva l'elenco del torneo. Intanto Goku, guidato dal radar, raggiunge in volo l'assassino: Tamburello, un demone alato con la sfera in mano.
Il commento
Dopo diciotto episodi di torneo, la serie cambia genere senza preavviso. Fino a qui i nemici di Goku erano prepotenti, eserciti un po' ridicoli o rivali da rispettare; il Grande Mago Piccolo è il primo cattivo davvero malvagio, e presentarlo con la morte di un personaggio amato fa capire subito che la posta è cambiata. Era l'intenzione dell'autore, che dopo tanti nemici in fondo simpatici voleva un antagonista vero.
L'ironia sta nel colpevole: Pilaf, l'imperatore pasticcione dei primi episodi, è quello che scatena la minaccia più grave, e la scena in cui si illude di trattare da pari con il demone è comica e inquietante insieme.
La regia dà il meglio nel flashback. L'anime allunga molto il racconto di Muten e mostra i figli di Piccolo che massacrano gli allievi di Mutaito: poche scene, ma bastano a costruire il mito del demone prima ancora che entri in azione.
Curiosità
- L'episodio adatta il capitolo 135 del manga di Akira Toriyama. In Giappone ottenne uno share del 20,1%.
- Il flashback è molto più ampio che nel manga: la strage degli allievi e la partenza di Mutaito sono aggiunte dell'anime. Nella versione animata l'Eremita della Gru non assiste alla morte del maestro, mentre nel manga è presente.
- Con questo episodio debuttano diversi nuovi brani di sottofondo di Shunsuke Kikuchi, tra cui quello che accompagna il racconto del terrore seminato da Piccolo.
- Nell'anime Piccolo e i suoi figli hanno cinque dita per mano; nel manga ne hanno quattro.
Lo sapevi? Due dei demoni del flashback somigliano molto a Tamburello e a Cembalo, il figlio che Piccolo genererà solo più avanti.
