Sigle di Dragon Ball: da Kageyama a Giorgio Vanni

Le sigle di Dragon Ball in Italia e in Giappone: Giorgio Vanni e What's My Destiny, Cha-La Head-Cha-La di Kageyama, Dan Dan di GT, Super e Daima.

Aggiornato il 19 ottobre 2026Lettura: 6 min

Per una generazione di italiani Dragon Ball comincia con la voce di Giorgio Vanni, per i giapponesi con quella di Hironobu Kageyama. Le sigle della saga raccontano due storie parallele: in Giappone ogni serie ha avuto i suoi temi originali, spesso diventati classici del pop; in Italia Mediaset li ha sostituiti con canzoni scritte apposta, entrate nella memoria collettiva quanto gli episodi. Qui mettiamo in fila entrambe, con autori, anni e qualche retroscena.

Le sigle originali giapponesi

La prima serie, Dragon Ball, si apre con Makafushigi Adventure!, cantata da Hiroki Takahashi e uscita come suo singolo d'esordio il 1° marzo 1986. La musica è di Takeshi Ike, il testo di Yuriko Mori; la sigla finale, Romantic Ageru yo, la canta Ushio Hashimoto. Ike vinse l'audizione per le sigle a fine 1985 e immaginò la canzone di chiusura pensando a Bulma.

Con Dragon Ball Z arriva Hironobu Kageyama, ex cantante della band rock Lazy. La sua Cha-La Head-Cha-La, pubblicata il 1° maggio 1989 su testo di Yukinojo Mori, apre i primi 199 episodi e i primi nove film, e ha venduto oltre un milione di copie in Giappone. Kageyama aveva in mente un rock all'americana, sul modello dei Bon Jovi, e rimase spiazzato dall'arrangiamento finale di Kenji Yamamoto, tanto da non essere sicuro, all'inizio, che funzionasse. Dall'episodio 200 al 291 la sostituisce We Gotta Power, sempre con la sua voce.

Serie Sigla di apertura Interprete Episodi
Dragon Ball Makafushigi Adventure! Hiroki Takahashi 1-153
Dragon Ball Z Cha-La Head-Cha-La Hironobu Kageyama 1-199
Dragon Ball Z We Gotta Power Hironobu Kageyama 200-291
Dragon Ball GT Dan Dan Kokoro Hikareteku Field of View 1-64
Dragon Ball Kai Dragon Soul Takayoshi Tanimoto 1-98
Dragon Ball Super Chōzetsu☆Dynamic! Kazuya Yoshii 1-76
Dragon Ball Super Genkai Toppa × Survivor Kiyoshi Hikawa 77-131
Dragon Ball Daima Jaka Jaan Zedd e C&K 1-20

Per Dragon Ball GT Toei cambia completamente registro: Dan Dan Kokoro Hikareteku, uscita l'11 marzo 1996, è una canzone d'amore pop rock dei Field of View, scritta da Izumi Sakai degli Zard e da Tetsurō Oda. Arrivò al quarto posto della classifica Oricon e fu certificata disco di platino. Le sigle di chiusura di GT sono quattro, firmate da Deen, Zard, Shizuka Kudō e Wands.

Le serie più recenti hanno puntato su nomi lontani dall'animazione. Dragon Ball Kai (2009) si apre con Dragon Soul di Takayoshi Tanimoto. Dragon Ball Super (2015) chiama Kazuya Yoshii, voce degli Yellow Monkey, per Chōzetsu☆Dynamic!, e poi, dall'episodio 77, Kiyoshi Hikawa, cantante di enka, il genere melodico tradizionale giapponese, alle prese con un brano rock: Genkai Toppa × Survivor, nota in inglese come Limit Break x Survivor. Entrambi i testi sono di Yukinojo Mori, l'autore che più di tutti ha scritto parole per la saga.

Daima e l'omaggio a Toriyama

Per Dragon Ball Daima (2024) la musica arriva da lontano: Jaka Jaan è firmata dal produttore tedesco Zedd, fan dichiarato della serie, e cantata dal duo giapponese C&K, sempre su testo di Mori. La sigla di chiusura, Nakama, è ancora di Zedd con la cantante Ai. Uscita pochi mesi dopo la scomparsa di Akira Toriyama, la sigla gli rende omaggio: nella trascrizione ufficiale del testo alcune sillabe, scritte in maiuscolo, compongono il suo nome, e nelle animazioni compare un uccello bianco, richiamo a "tori", che in giapponese significa proprio uccello.

Le sigle italiane: l'era di Giorgio Vanni

In Italia le sigle originali si sono sentite a lungo. Durante i passaggi su Junior TV, sia la prima edizione del 1989 sia il ridoppiaggio trasmesso dal 1996 usavano Makafushigi Adventure! e Romantic Ageru yo. Anche le videocassette De Agostini di Dragon Ball Z, dal 1998, mantenevano titolo e sigle giapponesi.

La svolta arriva il 7 giugno 1999, quando la prima serie passa su Italia 1 con una sigla nuova, Dragon Ball, cantata da Giorgio Vanni e scritta da Alessandra Valeri Manera con Max Longhi e lo stesso Vanni. Nel montaggio scompaiono gli ideogrammi dal logo. La coppia Vanni-Longhi, che aveva appena firmato anche la sigla dei Pokémon, porta in TV un suono dance e rock che diventa il marchio di Italia 1 per anni.

Nel 2000 tocca a Dragon Ball Z, trasmesso con un titolo che è già una canzone: What's My Destiny Dragon Ball, in onda dal 26 aprile 2000 e inclusa nella raccolta Fivelandia 18. Per molti fan è la sigla italiana per eccellenza. Lo stesso Vanni, nell'album Time Machine del 2012, l'ha unita in un mash-up con Go West, proprio per la somiglianza musicale tra i due brani.

Con Dragon Ball GT, dal 5 aprile 2001, arriva la terza sigla di Vanni, Dragon Ball GT, usata sia in apertura sia in chiusura al posto dei quattro temi giapponesi. All'inizio andava in onda nella versione da due minuti, poi per l'apertura si passò a quella completa da quasi tre; dalle repliche del 2007 la sigla iniziale fu tagliata a un minuto. Quando il 20 gennaio 2021 Italia 2 ha trasmesso per la prima volta il finale completo di GT, è andata in onda anche la sigla originale Dan Dan Kokoro Hikareteku. C'è anche una curiosità meno nota: nel 2003 i primi film, rimontati in 26 episodi e trasmessi su Italia 1 come Dragon Ball - La saga, avevano come sigla un medley delle tre canzoni di Vanni.

Super, la sigla mai trasmessa

Con Dragon Ball Super la tradizione si interrompe. Mediaset aveva commissionato una sigla italiana al duo Vanni-Longhi, ma per indicazioni arrivate dal Giappone la serie è andata in onda con le sigle originali. Vanni ha pubblicato comunque il brano, Dragon Ball Super Kame Hame Ha, sul suo canale YouTube il 23 dicembre 2016, lo stesso giorno del debutto italiano della serie su Italia 1. Testo di Valeri Manera, musica di Longhi e Vanni. Il video, montato con immagini della sigla giapponese, è stato poi bloccato da Toei Animation per violazione del copyright; nel 2019 la canzone è uscita anche in vinile, per sostenere la web radio RadioAnimati.

Lo stesso schema vale per Daima: quando la serie è arrivata su Italia 2, dal 14 settembre 2026, Mediaset non aveva annunciato alcuna sigla italiana, e il riferimento musicale restava Jaka Jaan. Dragon Ball Kai, invece, in Italia non è mai andato in onda, quindi non ha mai avuto una sigla nostrana. La storia completa delle edizioni italiane è nella pagina su Dragon Ball nel mondo.

Lo sapevi? Dopo Cha-La Head-Cha-La, Hironobu Kageyama ha calcolato di aver cantato circa 70 canzoni per il franchise di Dragon Ball, tra sigle, brani dei film e dei videogiochi. Eppure considera ancora la prima la sua opera migliore: ovunque la canti, dice, il pubblico è felice.

Perché contano ancora

Le sigle giapponesi e quelle italiane non si fanno concorrenza, raccontano due modi diversi di vivere la stessa serie. Cha-La Head-Cha-La è stata reincisa dallo stesso Kageyama nel 2005 e dai Flow nel 2013 per il film La battaglia degli dei; What's My Destiny Dragon Ball è diventata un coro da concerto e perfino un inno sportivo, rielaborato nel 2023 come Monza Is My Destiny per il settore giovanile del Monza. Le musiche strumentali, da Shunsuke Kikuchi in poi, meritano un discorso a parte, che trovate in musiche e compositori.