
Chi è cresciuto con Dragon Ball su Italia 1 ha visto una versione diversa da quella giapponese: nomi cambiati, dialoghi addolciti, parole come "morire" e "uccidere" quasi sparite e alcune scene tagliate o bloccate con un fermo immagine. Non si trattava di un'eccezione: negli anni Novanta quasi tutti gli anime trasmessi di pomeriggio venivano adattati per un pubblico di bambini. Qui ricostruiamo che cosa è stato cambiato, serie per serie, e dove si può vedere oggi la versione integrale.
Perché Dragon Ball è stato adattato
Il manga di Akira Toriyama nasce per i lettori di Weekly Shōnen Jump, e l'autore lo pensò per un pubblico un po' più grande di quello di Dr. Slump. Le prime saghe sono piene di umorismo malizioso, soprattutto attorno al Maestro Muten, a Olong e a Bulma, e da Dragon Ball Z in poi i combattimenti diventano sempre più duri, con sangue e morti. In Italia, invece, la serie finì nella fascia del pranzo e del pomeriggio, quella dei bambini. Gli adattatori risolsero il problema in tre modi: cambiando i dialoghi, aggiungendo battute e tagliando le immagini.
La prima serie: dall'edizione Junior TV a Italia 1
La primissima edizione, trasmessa dal 1989 sulle reti locali di Junior TV, aveva parecchi errori di traduzione e nei nomi, ma secondo le ricostruzioni non toccava in modo sostanziale la storia. Le censure vere arrivano con la nuova edizione realizzata dopo che, nel 1994, Fininvest aveva acquistato i primi 99 episodi. Il doppiaggio, curato dalla Merak Film e diretto da Paolo Torrisi, va in onda dal 16 marzo 1996 ed è pensato per un pubblico più giovane:
- i dialoghi con allusioni sessuali vengono riscritti, comprese le battute sul Generale Blu;
- la maggior parte dei "morire" e "uccidere" viene sostituita da giri di parole;
- nelle scene mute vengono aggiunte battute dei personaggi e del narratore;
- vengono tagliate le scene più spinte con protagonista Bulma.
A tutto questo si aggiungono le semplificazioni culturali (cibi e riferimenti giapponesi resi con equivalenti generici) e una lunga serie di nomi cambiati. Non tutti furono inventati in Italia: alcuni venivano dai copioni forniti da Toei per la prima edizione. Il cambio fece arrabbiare chi aveva visto la versione del 1989 e letto il manga, e le proteste arrivarono fino alla rubrica della posta dei volumetti Star Comics.
Quando, il 7 giugno 1999, la serie passa su Italia 1, arriva un secondo giro di forbici: altri tagli e fermi immagine eliminano qualsiasi scena a sfondo erotico. Queste scene sono tornate solo nelle edizioni home video successive alle VHS e in streaming, ma senza doppiaggio italiano, perché all'epoca non erano mai state doppiate.
I nomi cambiati
Ecco i casi più noti dell'edizione Mediaset, ricavati dalle schede di doppiaggio di Dragon Ball e Z. Alcuni li usiamo ancora oggi per abitudine, come Tensing e Radish.
| Nome originale | Edizione Mediaset |
|---|---|
| Piccolo | Junior |
| Kakarotto | Kaarot |
| Yamcha | Iamko |
| Oolong | Oscar |
| Lunch | Laura |
| Karin | Balzar |
| Kami | Supremo |
| Chaozu (Jiaozi) | Riff |
| Enma Daiō | Re Yammer |
| Kamehameha | Onda Energetica |
Il caso più famoso è quello di Piccolo, diventato Junior per un'intera generazione. Le ragioni dietro molti nomi originali, che spesso sono giochi di parole, le spieghiamo nella pagina su nomi e giochi di parole.
Dragon Ball Z e GT: le parole addolcite
Dragon Ball Z arriva in Italia nel 1998 con le VHS De Agostini e poi su Italia 1, dal 26 aprile 2000, con il titolo What's My Destiny Dragon Ball. Il doppiaggio, supervisionato da Mediaset, interviene soprattutto sull'audio: battute edulcorate o riscritte, voci fuori campo e pensieri aggiunti quando i personaggi sono inquadrati di spalle o studiano l'avversario. In qualche caso la musica originale sparisce: nell'episodio 184, quando Gohan si trasforma in Super Saiyan 2, il brano giapponese viene tolto e la scena resta in silenzio, riempita dai pensieri aggiunti del ragazzo.
Le censure video, invece, riguardano soprattutto le repliche in fascia protetta. Nel gennaio 2012, per esempio, Italia 1 salta gli episodi 79 e 80, giudicati troppo violenti dal MOIGE: secondo quanto riferito a TvBlog, tagliarne qualche secondo non bastava. Le anticipazioni dell'episodio successivo vengono eliminate in tutte le serie e tornano, in giapponese sottotitolato, solo nei DVD.
Dragon Ball GT, in onda dal 5 aprile 2001, segue la stessa linea: "morire", "uccidere" e "ammazzare" diventano "fare fuori", "distruggere" o "spedire all'altro mondo", e la fidanzata di Goten, Palace, diventa Valese. Il caso più curioso è il finale, tagliato sia in TV sia nelle VHS: la parte mancante è stata doppiata e trasmessa solo il 20 gennaio 2021, su Italia 2.
Super e Daima: dal "Gran Consigliere" a Kakaroth
Con Dragon Ball Super, dal 2016, Mediaset mantiene la terminologia storica: Junior resta Junior e la Kamehameha resta Onda Energetica. I dialoghi glissano sugli argomenti sessuali ed evitano di dire "dio", sostituito da "signore", "entità superiore" o "essere supremo", mentre il Gran Sacerdote diventa Gran Consigliere. In compenso, nei primi due blocchi di episodi "morte" e "uccidere" restano, e i nomi dei cibi giapponesi non vengono più italianizzati. Quando la serie passa su Boing, le scene più violente vengono tagliate di nuovo.
La vera svolta arriva con Dragon Ball Daima, trasmesso nel 2026: la terminologia si avvicina al giapponese, con Kakaroth al posto di "Kaarot" e Piccolo al posto di Junior. Alcune abitudini però restano: anche qui i dialoghi evitano i temi sessuali e i riferimenti diretti a "morire" e "uccidere".
Lo sapevi? Nel 2000 un esposto contro una scena del manga, il cosiddetto "caso Dragon Ball", non ebbe conseguenze legali. Spinse però Star Comics a censurare quella pagina nelle ristampe successive. Il primo adattamento fedele e senza censure del fumetto è stato l'edizione Evergreen (2011-2015).
Dove vedere Dragon Ball senza tagli
Oggi la versione integrale si trova nelle edizioni home video recenti e in streaming, dove le scene tagliate sono state ripristinate. Spesso però il doppiaggio italiano lascia il posto all'audio giapponese con i sottotitoli, proprio nei punti che all'epoca non erano stati doppiati. Il confronto con l'estero, dalle censure americane a quelle spagnole, lo trovate nella pagina su Dragon Ball nel mondo.
