Dragon Ball Z episodio 37: «Il veicolo spaziale del Supremo»

Dragon Ball Z episodio 37: Bulma fa esplodere per errore la navicella di Nappa, ma Popo la porta a Yunzabit, dove c'è l'astronave con cui Dio giunse da Namecc.

Aggiornato il 19 ottobre 2026Lettura: 3 min

Nel trentasettesimo episodio di Dragon Ball Z, andato in onda in Giappone il 21 febbraio 1990, il piano per raggiungere Namecc va in fumo nel giro di pochi secondi, letteralmente. A rimetterlo in piedi è un personaggio che finora era rimasto sullo sfondo: Popo, il custode del palazzo di Dio, che conosce un segreto sepolto in una landa desolata ai confini del mondo.

Riassunto

Goku, Gohan e Crilin sono ricoverati in ospedale. Le urla di Goku durante il cambio delle bende terrorizzano i due compagni, che provano a svignarsela quando tocca a loro, ma Chichi e il Maestro Muten li riportano indietro. Crilin e Gohan se la caveranno in pochi giorni, mentre per Goku si parla di mesi; Karin lo rassicura: tra circa un mese sarà pronto un nuovo raccolto di fagioli magici.

Intanto, tra le macerie della città distrutta da Nappa, una squadra di scienziati sta studiando la navicella del Saiyan. Bulma arriva in ospedale convinta di aver capito come funziona il telecomando che Crilin ha sottratto a Vegeta, e mentre tutti seguono il servizio in TV preme un tasto per far muovere la capsula. È quello dell'autodistruzione: la navicella esplode in diretta, e con lei l'unica speranza di raggiungere Namecc.

Lo sconforto dura poco. Alla finestra compare Popo sul suo tappeto volante: forse conosce un'altra astronave, ma ha bisogno di qualcuno che se ne intenda. Bulma lo segue controvoglia fino agli altopiani di Yunzabit, dove si trova una strana costruzione a forma di insetto. Popo racconta ciò che Dio gli confidò un secolo prima: da bambino arrivò lì da solo e aspettò a lungo i genitori, che non vennero mai.

Bulma capisce che la «casa» di Dio è in realtà la navicella che lo portò sulla Terra. Pronunciando la parola «Piccolo» si apre l'ingresso, ma all'interno i comandi rispondono solo a ordini vocali in lingua namecciana. Per fortuna Popo l'ha imparata dal suo padrone. Per un volo di prova Bulma sceglie Giove: l'astronave parte a una velocità impressionante e, tra un sedile richiesto male e un letto spuntato dal nulla, arriva a destinazione in un attimo. Funziona.

Il commento

È un episodio leggero, quasi una commedia, e fa bene alla serie dopo il lutto del precedente. L'autodistruzione della navicella di Nappa è una gag perfetta nella sua crudeltà: un intero arco narrativo che rischia di finire per colpa di un pulsante sbagliato.

Ma la parte più bella è il racconto di Popo. Nel manga l'infanzia del namecciano che diventerà Dio è liquidata in una vignetta; l'anime la allarga, mostrando il bambino che aspetta i genitori tra le rocce di Yunzabit e cresce da solo fino a partire. È una pagina malinconica che dà spessore a un personaggio appena scomparso e prepara il terreno per tutto ciò che scopriremo su Namecc.

Il rapporto tra Bulma e Popo, fatto di diffidenza e piccoli equivoci, è invece puro intrattenimento: è il loro primo incontro vero, e si vede.

Curiosità

  • La sceneggiatura è di Katsuyuki Sumisawa e la regia di Jōhei Matsūra; direttore dell'animazione Mitsuo Shindō.
  • Adatta la seconda parte del capitolo 243 e il capitolo 244. Share giapponese: 21,1%.
  • Le paure di Goku in ospedale e la prova di volo verso Giove con il letto e il bagno chiesti per errore sono aggiunte dell'anime.
  • Nella trasmissione originale metà dell'anteprima dell'episodio successivo era dedicata a un'estrazione di biglietti per il film Il più forte del mondo, uscito nei cinema giapponesi il 10 marzo 1990.
  • In Italia andò in onda su Italia 1 il 24 maggio 2000.

Lo sapevi? Popo fin qui aveva avuto a che fare solo con chi si era allenato al palazzo di Dio: questo episodio segna il suo primo incontro con Bulma e con il resto del gruppo.

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