Dragon Ball Z episodio 22: «I Saibaim»

Dragon Ball Z episodio 22: Nappa rade al suolo una città, Piccolo scopre di essere un namecciano e dai semi dei Saiyan nascono sei Saibaimen. Trama e commento.

Aggiornato il 19 ottobre 2026Lettura: 3 min

Il ventiduesimo episodio di Dragon Ball Z, andato in onda in Giappone l'11 ottobre 1989, è quello in cui i Saiyan si presentano davvero. Nappa cancella una città con un gesto della mano, Vegeta guida il compagno verso le aure più forti del pianeta e Piccolo scopre, dalla bocca dei nemici, di non essere un terrestre. Poi dalla terra spuntano i Saibaimen.

Riassunto

Mentre Goku corre lungo il Serpentone, Nappa saluta la Terra a modo suo: un solo colpo di energia e di East City non resta niente. Vegeta lo rimprovera, ma non per pietà: con quella distruzione avrebbe potuto spazzare via una delle sfere del drago che sono venuti a cercare. Con gli scouter i due individuano le aure più alte e partono in quella direzione.

Tra le macerie della città arriva Yajirobei, che davanti a poliziotti e giornalisti giura di non essere stato lui. Quando capisce che i colpevoli vengono dallo spazio, coglie l'occasione e si spaccia per membro di una squadra segreta incaricata di salvare il mondo, con tanto di pasto gratis.

Piccolo e Gohan percepiscono l'arrivo dei nemici. Una terza aura si avvicina, ed è quella di Crilin, il primo a raggiungerli. Pochi istanti dopo atterrano Vegeta e Nappa. Riconoscendo la voce di Piccolo, capiscono che è stato lui a uccidere Radish; poi, guardandolo meglio, gli rivelano che appartiene al popolo di Namecc: non è nato sulla Terra, viene da un altro pianeta. Al palazzo di Dio, il Signore della Terra riflette con Mr. Popo su quella scoperta che riguarda anche lui.

Nappa misura le forze dei tre avversari con lo scouter e ride, ma Vegeta gli ordina di toglierlo: i terrestri sanno alzare e abbassare la loro aura a piacere, e quei numeri non sono affidabili. Crilin si chiede come possano farcela senza Goku, ma non c'è alternativa. Su suggerimento di Vegeta, Nappa estrae un contenitore dall'armatura e pianta alcuni semi nel terreno: in pochi secondi ne escono sei Saibaimen, piccoli guerrieri verdi pronti a combattere.

Il commento

Bastano pochi minuti per capire che Vegeta e Nappa non sono Radish. La distruzione di East City è improvvisa e totale, e la reazione di Vegeta dice tutto: non c'è morale, solo calcolo. Il principe dei Saiyan si presenta così, come il più freddo dei due, quello che ragiona mentre l'altro si diverte.

La rivelazione su Piccolo è un momento enorme che passa quasi in sordina. È la prima volta che nella serie si parla di Namecc, il pianeta che diventerà l'ambientazione della saga successiva. Per Piccolo e per Dio cambia l'identità stessa: il demone e il dio della Terra sono alieni.

L'anime aggiunge parecchio, e non tutto per allungare. La troupe televisiva che arriva a filmare lo scontro, e a cui Nappa distrugge un velivolo, non c'è nel manga: è un'invenzione della Toei che permetterà agli amici rimasti alla Kame House di seguire la battaglia in diretta. Anche la scena di Yajirobei che si improvvisa eroe davanti ai giornalisti è solo dell'anime, e alleggerisce un episodio altrimenti cupo.

Curiosità

  • Nella versione giapponese è la prima volta che il termine «scouter» viene pronunciato, da Vegeta; i doppiaggi inglesi lo usavano già dal primo episodio.
  • Dall'episodio 22 la sigla giapponese Cha-La Head-Cha-La usa una nuova versione delle immagini.
  • Tra le rovine di East City si vede un'insegna con il nome di Last House, lo studio che animò l'episodio.
  • Andato in onda due settimane dopo il precedente, adatta parte dei capitoli 213 e 214 e ottenne uno share del 19,5%.

Lo sapevi? Radish aveva incontrato Piccolo senza fare alcun commento sulle sue origini: sono Vegeta e Nappa, qui, a riconoscere per primi un namecciano.

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