Dragon Ball episodio 90: «Il terzo incontro»

Dragon Ball episodio 90: Crilin affronta Jiaozi, che vola e spara il Dodonpa. Goku scopre che Taobaibai era il fratello dell'Eremita della Gru, che vuole vendetta.

Aggiornato il 19 ottobre 2026Lettura: 3 min

Il novantesimo episodio di Dragon Ball, trasmesso in Giappone il 2 dicembre 1987, mette di fronte Crilin e Jiaozi nel terzo incontro dei quarti di finale del 22° Torneo Tenkaichi. Sembra la sfida più leggera del tabellone, e invece diventa la più pericolosa: il piccolo allievo della Gru vola, attacca con il Dodonpa e porta a galla un legame che nessuno sospettava, quello tra il suo maestro e il sicario Taobaibai.

Riassunto

Prima del match, Bulma e gli altri provano a ordinare qualcosa al bar del torneo, ma i camerieri non si avvicinano: al tavolo accanto siede un lottatore coperto di bende, ridotto così proprio da Jiaozi. All'ospedale di Papaya, intanto, Yamcha è costretto a letto con la gamba rotta e manda Pual a seguire l'incontro per riferirgli tutto.

Sul ring Crilin parte bene, ma Jiaozi si stacca da terra e resta sospeso sopra la pedana, fuori dalla sua portata. Poi punta l'indice e comincia a sparare raggi sottili e rapidissimi: Crilin è costretto a correre e saltare da un lato all'altro del quadrato per non farsi colpire, e un paio di volte rischia di finire fuori.

Dagli spalti Goku riconosce la tecnica: è il Dodonpa, lo stesso colpo che Taobaibai gli aveva sparato ai piedi della Torre di Karin. Tensing lo sente e gli chiede come faccia a conoscerla. Quando Goku racconta di aver affrontato il killer e di averlo sconfitto, il ragazzo dai tre occhi resta di sasso: per lui Taobaibai era uno degli uomini più forti del mondo. Jackie Chun completa il quadro: il sicario era il fratello minore dell'Eremita della Gru.

Tensing riferisce la notizia al maestro, e il vecchio, già pieno di rancore verso la scuola della Tartaruga, ordina a Jiaozi di non limitarsi a vincere: Crilin deve morire. L'allievo di Muten prova a confondere l'avversario con scatti velocissimi a destra e a sinistra e tenta perfino di raggiungerlo saltando da un muro, ma non basta. Messo alle strette, prende la decisione più rischiosa: provare la Kamehameha, che non ha mai usato in combattimento. Jackie Chun gli grida che non è pronto, ma Crilin ha già portato le mani all'indietro.

Il commento

L'episodio è costruito per far salire la tensione un gradino alla volta. Fin qui l'Eremita della Gru era un rivale arrogante, il tipo di avversario che si batte sul ring e poi si dimentica. La rivelazione su Taobaibai trasforma il torneo in una faccenda personale: d'ora in poi la scuola della Gru non vuole solo vincere, vuole vendetta, e questo cambia il peso di ogni incontro successivo.

Jiaozi, con la faccia da bambola e la voce sottile, è un avversario inquietante proprio perché non sembra pericoloso. La sua capacità di volare è il primo segnale che le arti marziali "da terra" non bastano più: il volo, il Bukujutsu, diventerà una tecnica fondamentale della serie.

C'è anche un bel ritorno di continuità. Goku ha battuto Taobaibai durante la saga dell'Esercito del Fiocco Rosso, e quel passato torna a presentargli il conto proprio nel posto dove dovrebbe contare solo lo sport. Per Crilin, invece, è il momento di dimostrare che tre anni di allenamento con Muten hanno lasciato il segno.

Curiosità

  • L'episodio adatta il capitolo 120 del manga dalla seconda pagina in poi. In Giappone ottenne uno share del 22,1%.
  • Sono originali dell'anime la scena del bar con il lottatore bendato, Yamcha che parla con Pual del pericolo rappresentato dagli allievi della Gru e gli scatti con cui Crilin prova a disorientare Jiaozi.
  • Nel manga Bulma, Lunch e Pual non assistono all'incontro: restano in ospedale con Yamcha.
  • Nella messa in onda americana del 2002 su Toonami, la battuta in cui Muten ricorda a Goku di aver "ucciso" il fratello della Gru venne ammorbidita in "distrutto".

Lo sapevi? Jiaozi spara molti più Dodonpa nell'anime che nel manga, e in una scena aggiunta riesce quasi a buttare Crilin fuori dal ring, con grande frustrazione del suo maestro.

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