Dragon Ball episodio 72: «La fossa del diavolo»

Dragon Ball episodio 72: nella fossa del diavolo la Mummia, guerriero imbattuto di Baba, massacra Yamcha. Goku lo salva col bastone Nyoi e scende in campo.

Aggiornato il 19 ottobre 2026Lettura: 4 min

Il settantaduesimo episodio di Dragon Ball, trasmesso in Giappone il 29 luglio 1987, porta la sfida di Baba nell'arena più minacciosa del suo palazzo. Yamcha, ancora euforico per la vittoria sull'uomo invisibile, si trova davanti la Mummia, un guerriero che nessuno ha mai battuto. È l'incontro più crudo della saga, e si chiude con l'ingresso in scena di chi tutti aspettavano: Goku.

Riassunto

La fossa del diavolo è una pedana stretta, decorata da statue demoniache e sospesa sopra una vasca di liquido verde e velenoso. Baba intona una lunga litania, il fumo si dirada e compare un sarcofago: dentro c'è il terzo guerriero, una mummia gigantesca coperta di bende. Il Maestro Muten avverte gli altri che nessuno sfidante è mai riuscito a superare questo turno.

Yamcha, convinto che un avversario così grosso sia anche lento, punta tutto sulla velocità. Sbaglia di grosso: la Mummia è più rapida di lui e molto più forte, schiva ogni attacco e incassa senza danni perfino il Rōga Fūfūken. Per un attimo Yamcha sembra avere la meglio: con uno sgambetto improvviso fa precipitare l'avversario oltre il bordo. Ma la Mummia lancia una delle sue bende, la aggancia alla pedana e risale come se niente fosse.

Da lì in poi è un massacro. Upa, che si sente in colpa perché tutti stanno combattendo per suo padre, afferra un'ascia per intervenire, ma Muten lo ferma: è un incontro che Yamcha deve affrontare da solo. La Mummia blocca il ragazzo in una presa alla schiena che minaccia di spezzargliela, e gli amici lo implorano di arrendersi. Yamcha rifiuta.

Pual non ce la fa più a guardare. Si trasforma in un picchio e becca la Mummia finché questa non molla la presa, ma un attimo dopo viene abbattuto e resta a terra privo di sensi. Furioso, Yamcha si rialza per un ultimo assalto, ormai senza forze. La Mummia lo solleva sopra la testa e lo scaglia nella fossa.

Goku allunga il bastone Nyoi al volo e lo afferra a un palmo dal liquido. Baba dichiara Yamcha sconfitto, perché un compagno lo ha aiutato, ma ormai poco importa: con l'amico in salvo e Pual che si riprende, Goku sale sulla pedana. Tocca a lui.

Il commento

È l'episodio più duro della saga, ed è anche quello che dice di più su Yamcha. Nel manga il ragazzo si arrende appena capisce di non avere speranze; l'anime gli toglie questa via d'uscita e lo trasforma in un combattente orgoglioso fino all'autolesionismo. È una scelta discutibile, perché allunga parecchio l'agonia, ma rende la sconfitta più dignitosa e dà a Pual un piccolo momento da eroe.

La Mummia funziona benissimo come "muro": dopo un vampiro comico e un uomo invisibile da gag, è il primo guerriero di Baba che fa davvero paura. La regia indugia sulla sua mole, sui colpi che Yamcha incassa, sull'ombra verde della fossa. Serve a far capire che la sfida non è più un gioco, e a preparare il terreno per Goku.

Il titolo giapponese, del resto, lo promette fin dall'inizio: Goku "si presenta". Dopo tre episodi passati a guardare, il protagonista entra in scena con il bastone Nyoi teso sopra il vuoto, ed è difficile immaginare un ingresso migliore.

Curiosità

  • L'episodio adapta il capitolo 101 del manga dalla sesta pagina e l'intero capitolo 102. In Giappone ottenne uno share del 23,6%. La sceneggiatura è di Toshiki Inoue, che più tardi diventerà un autore di punta delle serie Kamen Rider.
  • Nel manga la Mummia non esce da un sarcofago ma dalla bocca di una delle statue demoniache; la litania di Baba è un'aggiunta dell'anime.
  • Sono originali dell'anime anche l'avvertimento di Muten sul terzo turno, Upa con l'ascia, il salvataggio di Pual e la squalifica di Yamcha. Nell'anime compaiono poi gli altri sfidanti in fila fuori dal palazzo, che se ne vanno spaventati quando sentono il rumore del combattimento.
  • Secondo la guida Dragon Ball Adventure Special del 1987, la Mummia ha circa ottocento anni, ama cucire e detesta fare il bagno.

Lo sapevi? Il nome giapponese dell'arena, Akuma no Benjo, significa letteralmente "il gabinetto del diavolo". L'edizione italiana dell'anime ha scelto il più elegante "fossa del diavolo", che dà anche il titolo all'episodio.

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