Dragon Ball episodio 69: «Baba la chiaroveggente»

Dragon Ball episodio 69: il radar non trova la settima sfera e Goku vola dalla veggente Baba. Per la sua profezia servono dieci milioni o cinque vittorie.

Aggiornato il 19 ottobre 2026Lettura: 4 min

Il sessantanovesimo episodio di Dragon Ball, trasmesso in Giappone l'8 luglio 1987, apre la saga di Baba la chiaroveggente. Sconfitto l'Esercito del Fiocco Rosso, a Goku manca una sola sfera per riportare in vita Bora, ma il radar non riesce a trovarla. L'unica speranza è una vecchia indovina dai poteri straordinari, che però non lavora gratis.

Riassunto

Di ritorno alla Kame House, Bulma smonta il radar e non trova nessun guasto: se la settima sfera non compare, vuol dire che qualcosa la nasconde, magari la pancia di un animale che l'ha inghiottita. Yamcha osserva, con poca eleganza, che prima o poi l'animale dovrà pure liberarsene, e Crilin si chiede se a quel punto la sfera funzionerebbe ancora. Il Maestro Muten, mentre si spunta i peli del naso, suggerisce l'unica soluzione possibile: chiedere aiuto a Baba, una veggente capace di trovare qualsiasi cosa.

Goku parte con Yamcha, Crilin e Pual a bordo di un aereo a capsula, mentre Muten resta a casa con Lunch e Oolong preferisce non immischiarsi. Durante una sosta per il rifornimento in una cittadina, Goku si accorge di avere i pantaloni strappati: il suo vestito ha sopportato troppe battaglie. Yamcha lo porta da un sarto, che dopo una sfilata di abiti improbabili accetta di cucirgli una tuta identica alla vecchia in tempi record.

Nell'attesa, Goku salta sulla nuvola Kinto e torna nella terra sacra di Karin a prendere Upa, che vive da solo dopo la morte del padre. Il bambino ha paura di lasciare casa, ma Goku lo rassicura: torneranno con tutte e sette le sfere e Bora riaprirà gli occhi. Ritirato il vestito nuovo, il gruppo riparte e attraversa una tempesta di sabbia prima di raggiungere il palazzo della veggente.

Ad accoglierli c'è un fantasmino rosa dal sorriso inquietante, l'assistente di Baba. Davanti a loro un gruppo di energumeni entra per primo e ne esce poco dopo ridotto a pezzi. Quando finalmente arriva il loro turno, Baba si presenta seduta sulla sua sfera di cristallo: una vecchietta minuscola con un cappello a punta. La profezia costa dieci milioni di zeni, una cifra che nessuno di loro possiede. In alternativa c'è un'altra strada: battere i suoi cinque guerrieri. Goku accetta senza pensarci due volte.

Il commento

Dopo l'epopea militare del Fiocco Rosso, la serie cambia registro in modo netto. La saga di Baba è una parentesi più leggera, quasi un'avventura da racconto popolare, con un castello dei mostri e una strega che vende profezie. Questo primo episodio ha il compito di preparare il terreno, e lo fa con calma, forse con troppa: il viaggio occupa quasi tutta la puntata e l'azione vera arriva solo nel finale.

Funziona però benissimo la parte con Upa. Andarlo a prendere non è necessario per la trama, ma ricorda allo spettatore perché Goku sta cercando le sfere del drago: non per un desiderio personale, ma per mantenere una promessa fatta a un bambino rimasto solo. È lo stesso Goku generoso del finale della saga precedente, e la scena dà un cuore emotivo all'intero arco.

Baba, poi, è un personaggio riuscito fin dalla prima inquadratura: avida, teatrale, circondata da creature bizzarre. La regola dei cinque guerrieri trasforma la ricerca della sfera in un piccolo torneo, il formato che Akira Toriyama maneggia meglio, e anticipa la voglia di combattimento che porterà la serie verso il prossimo Torneo Tenkaichi.

Curiosità

  • L'episodio adatta il capitolo 97 del manga dall'undicesima pagina e l'intero capitolo 98. In Giappone ottenne uno share del 23,3%.
  • La sosta per il rifornimento è un'aggiunta dell'anime: nel manga Goku scopre di avere il vestito rovinato mentre il gruppo è ancora in volo. Anche il nome del sarto, Ford, compare solo nella versione animata.
  • La tempesta di sabbia lungo il tragitto non c'è nel manga, dove il gruppo arriva al palazzo senza incidenti.
  • L'assistente fantasma di Baba si chiama Obake, la parola giapponese che indica proprio i fantasmi e gli spiriti.
  • Nell'edizione italiana del manga Uranai Baba diventa la Vecchia Sibilla, mentre l'anime trasmesso da Mediaset la chiama semplicemente Baba.

Lo sapevi? Nel doppiaggio americano di Funimation la battuta di Yamcha sulla sfera che verrà "espulsa" dall'animale sparisce: al suo posto Yamcha dice soltanto che il radar è da buttare.

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