
Il sessantottesimo episodio di Dragon Ball, trasmesso in Giappone il 1º luglio 1987, chiude la saga dell'Esercito del Fiocco Rosso. Goku si libera del robot di Black e mette fine, da solo, all'organizzazione che per un'intera saga ha dato la caccia alle sfere del drago. Quando gli amici arrivano per salvarlo, trovano la guerra già finita e una sola domanda aperta: dov'è la settima sfera?
Riassunto
L'aereo di Yamcha si avvicina alla base mentre Goku, ancora a terra, evita all'ultimo il cannone laser del robot. Black dà fondo a tutto il suo arsenale e lancia un missile capace di spazzare via Goku insieme all'intera base, tra il panico degli ultimi soldati rimasti, che poco prima festeggiavano la sua presunta vittoria. Goku lo rimanda indietro con un calcio: Black lo schiva per un soffio e l'ordigno esplode contro una montagna. L'esplosione si vede fin dall'aereo degli amici.
Capito di non avere più speranze, Black prova a fuggire. Goku non glielo permette: si aggrappa a un'asta, si piega all'indietro come una fionda e si lancia contro il robot, attraversandolo da parte a parte. Il mezzo esplode con Black dentro. Del temuto Esercito del Fiocco Rosso non resta più nulla, e Goku si ritrova con sei sfere del drago. Quando accende il radar, però, la settima non compare da nessuna parte.
Gli amici, atterrati in un bosco vicino, stanno ancora studiando un piano d'attacco quando vedono i soldati superstiti scappare. Pual va in ricognizione sopra la base e non trova anima viva, finché Goku li raggiunge e racconta tutto. Nessuno riesce a credere che un ragazzino abbia sbaragliato da solo un esercito simile. Il Maestro Muten resta colpito anche dalla scalata della Torre di Karin e ammette che Goku ha vinto attaccando di petto, dove lui avrebbe scelto un'altra strada: forse l'allievo lo ha già superato. Yamcha giura che si allenerà per batterlo al prossimo torneo. Bulma promette di riparare il radar, e Goku rinnova la sua promessa: con le sfere farà tornare in vita Bora, il padre di Upa.
Il commento
È un finale che sceglie di non chiudere tutto. La battaglia con Black dura poco, e giustamente: dopo Taobaibai e l'assalto alla base, il robot è più un ultimo ostacolo che un vero avversario. Il colpo con l'asta, con Goku che si carica come un elastico, è un'immagine bellissima e molto da cartone animato, il modo giusto per chiudere la parentesi militare della serie.
La parte più riuscita è però la riunione. Gli amici erano partiti pronti a morire, e il loro sbigottimento ripaga la tensione dei due episodi precedenti. La riflessione di Muten conta più di quanto sembri: il maestro ammette apertamente che l'allievo potrebbe averlo già superato, un passaggio di testimone che la serie non dimenticherà.
Resta la settima sfera, invisibile al radar. È un appiglio narrativo semplice ed efficace, che porta la storia verso la veggente Baba e verso una nuova piccola avventura prima del torneo successivo.
Curiosità
- L'episodio adapta il capitolo 96 dalla quinta pagina e le prime dieci pagine del capitolo 97 del manga di Akira Toriyama; in Giappone ottenne uno share del 23,1%.
- I soldati che festeggiano e poi fuggono non ci sono nel manga, dove la base è ormai deserta; anche il gatto di Red, che si aggira da solo nell'ufficio dopo la battaglia, è un'aggiunta dell'anime.
- Nel manga Goku recupera le sfere nell'ufficio dell'ottava ala; nell'anime, con l'ufficio distrutto, le ha già in mano seduto all'aperto.
- Yamcha parla del torneo «dell'anno prossimo», ma il 22° Torneo Tenkaichi si terrà solo tre anni dopo.
Lo sapevi? Anche questa volta, nella prima messa in onda giapponese, metà dell'anteprima dell'episodio successivo era dedicata al concorso per i biglietti di La bella addormentata a Castel Demonio.
Personaggi
- Goku
- Black
- Maestro Muten
- Bulma
- Crilin
- Yamcha
- Lunch, Oolong e Pual
