Dragon Ball episodio 29: «Il lago della visione»

Dragon Ball episodio 29: finito il torneo Goku riparte da solo per cercare la sfera del nonno e aiuta Nam a riportare l'acqua al villaggio. Trama e commento.

Aggiornato il 19 ottobre 2026Lettura: 3 min

Il ventinovesimo episodio di Dragon Ball, trasmesso in Giappone il 10 settembre 1986, apre una nuova fase della serie. Il 21° Torneo Tenkaichi è finito, il gruppo si separa e Goku riparte da solo, con il radar di Bulma, per ritrovare la sfera a quattro stelle che gli ha lasciato il nonno. Prima di arrivare all'Esercito del Fiocco Rosso, però, c'è un ultimo conto aperto dal torneo: il villaggio di Nam, ancora a secco.

Riassunto

Fuori dall'arena ognuno decide dove andare. Crilin chiede di restare con il Maestro Muten, che sperava di godersi un po' di tranquillità con Lunch e non la prende benissimo. Bulma, Yamcha, Oolong e Pual tornano verso la città. Goku invece vuole cercare la sfera a quattro stelle, che per lui è ancora un ricordo del nonno Gohan, e Bulma gli presta il radar. Poco dopo vediamo Muten e Crilin a passeggio in città, il vecchio incollato alla vetrina di un negozio di biancheria e il ragazzo alle prese con un gelato.

Al villaggio di Nam l'acqua comprata con il premio del torneo arriva, ma basta a malapena. Il fiume che scendeva dalle montagne si è prosciugato, e il padre di Nam ricorda una vecchia leggenda: un lago che vaga per il mondo e si ferma dove la gente soffre la siccità. Nam parte per risalire il fiume e capire cosa sia successo.

Goku, assetato, si tuffa in un laghetto in mezzo al deserto proprio mentre uno pterodattilo afferra Nam. Lo salva colpendo la bestia con il bastone allungabile, e i due proseguono insieme sulla nuvola Kinto. A monte il fiume è pieno d'acqua e circondato dal verde: qualcuno l'ha sbarrato con una diga. Sono gli uomini di Giran, il mostro alato battuto da Goku al torneo, che si divertono nella loro piscina privata. Nam li prega, poi li attacca e ha la peggio; Goku li stende tutti. Giran ammette che la diga è fatta della sua gomma Guru-Guru e che nemmeno lui saprebbe romperla. Goku ci riesce con una Kamehameha.

Il fiume torna a scorrere fino al villaggio, ma la festa dura poco. Una tempesta di sabbia si abbatte sulla zona, seppellisce di nuovo il letto del fiume e lascia l'auto di Bulma insabbiata fino alle ruote. Quando il vento cala e tutto sembra perduto, all'orizzonte brilla qualcosa: è il lago errante della leggenda, che si è fermato accanto al villaggio. Goku riconosce il laghetto in cui aveva fatto il bagno e riprende il viaggio.

Il commento

È un episodio di passaggio, e si vede. Del manga c'è solo il congedo iniziale, che Toriyama ambientava di notte in macchina, al ritorno dal ristorante; tutto il resto è un'avventura inventata dall'anime per chiudere la storia di Nam, rimasta in sospeso dopo la semifinale. L'idea è gentile: il ragazzo che combatteva per l'acqua scopre che il premio non basta, e la soluzione arriva da una leggenda più che dai pugni.

Funziona anche come ponte emotivo. Il gruppo che si saluta, Crilin che sceglie di restare alla Kame House, Goku che vola via da solo: è la fine della "scuola" e l'inizio del viaggio vero, quello in cui il protagonista dovrà cavarsela senza maestro. Il ritorno di Giran, trasformato in un capobanda più dispettoso che cattivo, è un piccolo regalo per chi ha seguito il torneo.

Il difetto è la struttura. Il lago errante risolve tutto da solo, nel finale Goku guarda più che agire, e la tempesta di sabbia sembra messa lì per allungare. Ma come respiro prima della lunga guerra contro il Fiocco Rosso va benissimo.

Curiosità

  • L'episodio adatta solo le ultime pagine del capitolo 54 del manga di Akira Toriyama; in Giappone ottenne uno share del 25,2%.
  • È l'unica volta in cui l'anime usa la canzone «Mystery Wonderland» (Fushigi Wonderland), che accompagna il volo di Goku e Nam sulla nuvola Kinto.
  • Nella prima edizione italiana del 1989 il titolo era «Il lago incantato».

Lo sapevi? Pur aprendo la saga che porta il suo nome, l'Esercito del Fiocco Rosso qui non compare affatto: debutta nell'episodio successivo.

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