
Il centoquarantanovesimo episodio di Dragon Ball, trasmesso in Giappone il 15 marzo 1989, apre l'ultima avventura della prima serie, una storia originale dell'anime in cinque puntate. Archiviato il torneo, Goku e Chichi tornano al castello dello Stregone del Toro per sposarsi, ma il Monte Padella prende di nuovo fuoco. Il titolo originale, «L'abito da sposa tra le fiamme», anticipa il cuore del problema.
Riassunto
Goku e Chichi volano sulla nuvola Kinto verso il Monte Padella, dove lo Stregone del Toro li accoglie a braccia aperte. Il gigante non si aspettava che la figlia tornasse dal torneo con un marito, ma la sorpresa è delle migliori: approva le nozze all'istante e lascia che il futuro genero, nipote del suo vecchio compagno d'allenamento Son Gohan, divori un intero banchetto. Poi il padre porta i due nella stanza del tesoro e mostra a Chichi l'abito da sposa di sua madre, conservato come ricordo. Le nozze, decide, saranno le più grandi mai viste.
Il castello si riempie di addobbi, lo Stregone prova il discorso e Chichi cerca di insegnare a Goku a ballare. All'improvviso la terra trema e dal suolo esplodono colonne di fuoco che circondano il palazzo. Tutti fuggono, ma lo Stregone del Toro torna indietro a prendere l'abito e resta intrappolato dentro. Goku prova a spegnere l'incendio con la Kamehameha, poi a sfondare le fiamme in volo, senza riuscirci. Dall'interno il padre di Chichi gli grida l'unica soluzione: il ventaglio della Musa.
Il guaio è che il ventaglio non esiste più: anni prima il Maestro Muten lo aveva rovinato e buttato via. Goku pensa allora alla vecchia Sibilla, la veggente Baba. La strega però è a letto con il raffreddore e la sfera di cristallo le mostra solo un indizio vago: il ventaglio si trova a est, in un luogo che ha a che fare con un ottagono. Goku carica in spalla Chichi e la vecchia e parte.
Arrivano a Hakkaku, letteralmente «ottagono», il villaggio natale di Olong, abitato da maiali che gli somigliano anche nel carattere. Mentre Goku perlustra la zona, due compaesani convincono Chichi a fare un bagno nelle terme ottagonali, solo per poterla spiare. Lo scherzo finisce male per loro, ma Goku nota qualcosa sul fondo della vasca: stappa la sorgente, l'acqua defluisce e appare una colonna di pietra con incise le istruzioni per fabbricare il ventaglio. Baba la riconosce subito: lo stesso disegno l'ha visto alla Kame House.
Il commento
Dopo un'intera saga di tensione, la serie si concede un epilogo leggero, e il tono cambia di colpo: niente demoni né destini del mondo, solo un matrimonio da salvare. È una scelta che ha senso. Goku ha promesso a Chichi di sposarla durante il torneo, e lo spettatore merita di vedere quella promessa mantenuta prima che cali il sipario.
La storia gioca apertamente con il passato della serie. Il Monte Padella in fiamme, il ventaglio perduto, la corsa da Muten: sono gli stessi ingredienti degli episodi 7 e 8, quando Goku era un bambino e Chichi una ragazzina incontrata per caso. Ritrovarli ora, alla vigilia delle nozze, chiude un cerchio con una certa dolcezza.
Il villaggio dei maiali è il lato comico, forse un po' facile, ma coerente con lo spirito degli esordi di Akira Toriyama. Più riuscita è la Baba raffreddata, che rende la ricerca un indovinello invece di una semplice consegna di coordinate.
Curiosità
- Episodio originale dell'anime: nessuno dei cinque episodi finali di Dragon Ball ha un corrispettivo nel manga. In Giappone ottenne uno share del 16,9%.
- Sceneggiatura di Takao Koyama, regia di Daisuke Nishio, direzione delle animazioni di Mitsuo Shindō.
- Nel doppiaggio inglese di Funimation l'episodio si intitola Dress in Flames; in Spagna è diventato «En busca del abanico mágico».
- I due maiali che spiano Chichi, Jasmine e Un'nan, hanno doppiatori giapponesi propri, mentre nelle edizioni inglesi li interpreta la voce di Olong.
- In alcune inquadrature Goku ha il bastone Nyoi sulla schiena, in quelle successive no.
Lo sapevi? Il nome italiano del ventaglio è più fedele di quanto sembri: in giapponese si chiama bashōsen, «ventaglio di bashō», e il bashō è un banano ornamentale, Musa basjoo. Musa, appunto.
