
Il centoventicinquesimo episodio di Dragon Ball, trasmesso in Giappone il 31 agosto 1988, contiene una delle rivelazioni più importanti della serie. Goku vede finalmente in faccia Dio, il custode della Terra che il doppiaggio Mediaset chiama il Supremo, e si trova davanti il volto del nemico che ha appena ucciso. Da qui in poi il Grande Mago Piccolo, e tutto ciò che ne discende, non sarà più soltanto un demone. In Italia l'episodio è arrivato nel 1998.
Riassunto
Mr. Popo invita Goku a tornarsene a casa, ma il ragazzo non ci pensa nemmeno: resterà al tempio ad allenarsi finché non riuscirà a batterlo. Popo comincia allora a insegnargli la disciplina. Gli mostra come muoversi senza un gesto di troppo, senza far tintinnare un campanello, e gli chiede di imparare a percepire la presenza degli altri anziché affidarsi solo agli occhi. Quando scopre che Dio è ancora più forte del suo servitore, Goku rilancia: si allenerà fino a superarli entrambi.
Alla Kame House, intanto, Tensing si allena all'aperto e giura che al prossimo Torneo Tenkaichi sarà lui a battere Goku. In una foresta, una pattuglia di guardie su veicoli volanti trova un orso ucciso e segue una scia di impronte fino a Piccolo Junior. Il piccolo demone distrugge un fucile e ferma i proiettili a mani nude, e gli uomini fuggono terrorizzati.
Colpito dalla determinazione del ragazzo, Dio decide di mostrarsi. Goku resta di sasso: davanti a lui c'è un vecchio dalla pelle verde e le antenne, identico al Grande Mago Piccolo. Convinto che il demone sia ancora vivo, si lancia all'attacco, ma viene fermato e scopre la verità. Tanto tempo prima Dio e Piccolo erano un solo essere; per diventare il custode della Terra, il futuro Dio dovette espellere dal proprio cuore la parte malvagia, che prese vita propria.
Dio sa anche perché Goku è salito fin lassù. Solo Shenron può riportare in vita i suoi amici, e lui è disposto a ricostruirlo. A una condizione: Goku dovrà restare al tempio e allenarsi. Il ragazzo accetta al volo e scoppia di gioia.
Il commento
Il colpo di scena funziona ancora oggi perché rovescia tutto quello che lo spettatore credeva di sapere. Il male assoluto della saga precedente non è una forza estranea: è lo scarto di chi veglia sulla Terra. Bene e male sono due metà dello stesso essere, e da questo momento ogni scontro con Piccolo ha una posta in gioco in più.
Il titolo italiano, del resto, coglie bene il senso della puntata. Dio non è un vecchio saggio da manuale: è una figura severa, con un'ombra pesante alle spalle, che detta condizioni anziché concedere favori. La scena dell'aggressione mancata è perfetta per Goku, che come al solito agisce prima di pensare.
Sullo sfondo, le scene di Piccolo Junior servono a ricordare che il tempo stringe: il figlio del demone cresce in fretta, e la pattuglia in fuga lascia capire di cosa sia già capace.
Curiosità
- L'episodio adatta il capitolo 164 del manga di Akira Toriyama. In Giappone ottenne uno share del 17,9%.
- Sono esclusivi dell'anime la scena di Tensing alla Kame House, le guardie nella foresta e gli esercizi di Popo con il campanello. Nell'anime il racconto di Dio è accompagnato da un flashback, che nel manga non c'è.
- La pattuglia che sfreccia tra gli alberi sui suoi veicoli volanti è un omaggio all'inseguimento nella foresta di Endor in Il ritorno dello Jedi.
- In un flashback dell'allenamento con il Maestro Muten, Goku ha la coda, che in quel periodo aveva perso.
Lo sapevi? Karin conosceva benissimo il legame tra Dio e il Grande Mago Piccolo, ma non ne ha fatto parola con Goku. Dio non se ne stupisce: il vecchio gatto ha taciuto solo per il gusto dello scherzo.
Personaggi
- Goku
- Dio
- Mr. Popo
- Piccolo Junior
- Tensing
- Karin
- Yajirobei
