Dragon Ball Z: Super Butōden 2, il picchiaduro SNES

Super Butōden 2 di Tose per Super Nintendo: schermo diviso, Broly e Bojack nel roster, il titolo europeo La Légende Saien e oltre un milione di copie.

Aggiornato il 18 ottobre 2026Lettura: 4 min

Dragon Ball Z: Super Butōden 2 è il secondo picchiaduro di Dragon Ball per Super Nintendo, sviluppato da Tose e pubblicato da Bandai. È uscito in Giappone il 17 dicembre 1993, nove mesi dopo il primo capitolo, e nel 1994 in Francia e in Spagna con il titolo Dragon Ball Z: La Légende Saien. Per molti appassionati è il miglior gioco di Dragon Ball dell'era 16 bit: quello che ha preso le buone idee del predecessore e le ha rese davvero divertenti.

Come si gioca

Come il primo Super Butōden, è un picchiaduro uno contro uno nello stile di Street Fighter II: vince chi svuota la barra di energia dell'avversario. I comandi usano sei tasti personalizzabili, con L e R per scattare avanti e indietro e la possibilità di caricare il ki per scagliare colpi energetici. Le mosse speciali si eseguono con le classiche combinazioni di tasti.

La trovata più famosa resta lo schermo diviso: quando i lottatori si allontanano, la visuale si separa in due metà per tenerli entrambi in campo, mentre un radar migliorato indica le loro posizioni. Le novità del seguito sono tre:

  • Arene sull'acqua, con scenari più vari;
  • Contrattacchi alle mosse speciali: un colpo energetico si può respingere o neutralizzare, trasformando ogni Kamehameha in una scommessa;
  • Combo "meteora": sequenze di attacchi consecutivi per quasi tutti i personaggi, mentre nel primo gioco solo Goku ne aveva una.

Personaggi e storia

Il roster conta dieci lottatori: Gohan, Vegeta, Trunks, Piccolo, Cell, Cell Junior, Bojack, Zangya e, sbloccabili con un codice, Goku e Broly. La modalità storia parte dal Cell Game e prosegue con un racconto originale che mescola gli eventi dei film con Broly e con Bojack, con Gohan nel ruolo di protagonista. Ci sono poi la modalità sfida, contro il computer o contro un amico, e un torneo fino a otto partecipanti.

La scelta dei personaggi ha una spiegazione semplice: quando il gioco uscì, il manga di Dragon Ball Z era appena entrato nella saga di Majin Bu e nessuno sapeva ancora come sarebbe stato il nuovo nemico. Il team puntò allora sui due film usciti nel 1993, aggiungendo Broly e Bojack in pochi mesi di lavoro.

Sviluppo

Il seguito è stato realizzato quasi interamente dalla squadra del primo capitolo, guidata dal produttore Toshihiro Suzuki e dal regista Shinsaku Shimada. Secondo Suzuki, il lavoro è cominciato subito dopo la fine del primo gioco, dopo appena una settimana di vacanza. Gli obiettivi erano chiari: più arene, elementi d'avventura nella modalità torneo e i personaggi dei film. Lo scenario sottomarino è stato commissionato a Toei Animation, mentre le musiche portano la firma, tra gli altri, di Kenji Yamamoto.

Accoglienza

In Giappone è stato primo nella classifica di vendita di Famitsu a dicembre 1993 e ha venduto tra 1,15 e 1,2 milioni di copie solo in patria. La stampa europea l'ha accolto con entusiasmo: 93% sulla francese Joypad, 93/100 su Superjuegos e 92/100 su Nintendo Acción in Spagna, che ne lodavano grafica, velocità e contrattacchi. Alcune riviste, come la britannica Super Play, lo trovarono invece troppo simile al primo capitolo. Il terzo episodio, Super Butōden 3, è arrivato nel 1994.

Lo sapevi? In Francia, al momento dell'uscita, la cartuccia di La Légende Saien veniva venduta insieme al primo volume del manga di Dragon Ball. Il titolo, con quel "Saien" al posto di "Saiyan", riflette l'incertezza dell'epoca su come trascrivere il nome della razza di Goku.

Le riedizioni

Il gioco non era mai uscito ufficialmente in Nord America fino al 2015, quando la versione giapponese è stata offerta come bonus di prenotazione di Dragon Ball Z: Extreme Butōden per Nintendo 3DS presso alcuni rivenditori nel Regno Unito e negli Stati Uniti. Tre anni dopo è toccato al primo Super Butōden, regalato a chi prenotava la versione Switch di FighterZ.

Il commento della redazione

Super Butōden 2 è il ponte tra il Dragon Ball dei cartoni e quello dei videogiochi: con pochi sprite e uno schermo diviso, Tose è riuscita a far sentire la distanza, la velocità e il peso dei colpi energetici. Ha regole semplici e qualche limite d'età, ma i duelli contro un amico funzionano ancora. Se vi piace lo spirito, il suo erede moderno in 2D è Dragon Ball FighterZ; intanto lo trovate al settimo posto della nostra classifica dei migliori videogiochi di Dragon Ball.