Dragon Ball Z: The Legacy of Goku II, l'RPG per GBA

The Legacy of Goku II, action RPG per Game Boy Advance di Webfoot: le saghe dei cyborg e di Cell con cinque personaggi, missioni e trasformazioni.

Aggiornato il 18 ottobre 2026Lettura: 4 min

Dragon Ball Z: The Legacy of Goku II è un action RPG per Game Boy Advance sviluppato dallo studio americano Webfoot Technologies e pubblicato da Atari. È uscito il 17 giugno 2003 in Nord America e ad agosto in Europa. Seguito del primo The Legacy of Goku (2002), ne corregge quasi tutti i difetti e racconta le saghe dei cyborg e di Cell con una mappa da esplorare, missioni secondarie e livelli d'esperienza: un piccolo gioco di ruolo che ancora oggi si gioca con piacere.

La storia

Il gioco si apre nel futuro alternativo dello special La storia di Trunks: Goku è morto per una malattia cardiaca, due cyborg hanno sterminato i guerrieri e gran parte dell'umanità, e restano solo Gohan e il giovane Trunks. Quando anche Gohan cade, Trunks sale sulla macchina del tempo. Nel presente arriva appena in tempo per fermare Freezer e Re Cold, sbarcati sulla Terra per vendicarsi, e per avvisare Goku del pericolo.

Da lì la trama segue fedelmente gli eventi principali: i cyborg 19 e 20, poi C-17 e C-18, l'apparizione di Cell, la Stanza dello Spirito e del Tempo e il Cell Game, fino alla vittoria di Gohan. Non mancano incursioni dai film, come uno scontro con Cooler, il fratello di Freezer.

Come si gioca

La visuale è dall'alto, come nei classici giochi di ruolo d'azione portatili. Si combatte in tempo reale con colpi fisici e attacchi di energia, si accumula esperienza e si sale di livello (fino al 50), mentre nel mondo di gioco si trovano capsule che migliorano le statistiche. Le novità rispetto al primo capitolo sono parecchie:

  • Cinque personaggi giocabili: si comincia con Gohan e via via si sbloccano Piccolo, Vegeta, Trunks e infine Goku, scambiandoli nei punti della Capsule Corporation;
  • Trasformazioni: Super Saiyan per i quattro Saiyan e Super Namecciano per Piccolo, più forti ma con un consumo costante di energia;
  • Scouter: mostra la mappa dettagliata della zona e le statistiche dei personaggi sullo schermo;
  • Attacchi caricati: un colpo fisico potente dopo una breve carica.

Curiosamente, il volo libero del primo gioco sparisce: ci si sposta tra le zone con piattaforme di volo o dalla mappa del mondo, che permette di tornare nelle aree già visitate. La colonna sonora riprende lo stile delle musiche di Bruce Faulconer per il doppiaggio americano di FUNimation.

Nonostante il titolo, Goku è il personaggio che si usa meno: arriva tardi e, finita la storia, non è più disponibile. Continuando a giocare con gli altri si può sbloccare Mr. Satan, che apre un finale alternativo.

Lo sapevi? È l'unico gioco di Dragon Ball Z sviluppato negli Stati Uniti a essere uscito anche in Giappone: Banpresto lo ha pubblicato il 23 luglio 2004 come The Legacy of Goku II International, con nuovi ritratti dei personaggi e i nomi originali giapponesi al posto di quelli americani.

Accoglienza e successo

La critica lo ha accolto bene (75 su Metacritic): IGN gli ha dato 8 e ha apprezzato soprattutto la possibilità di cambiare personaggio, GameSpot 7,6. Le riviste più severe, come Electronic Gaming Monthly e Game Informer, hanno criticato il sistema di combattimento e la necessità di salire di livello affrontando di continuo animali e nemici minori. Le vendite sono state ottime: negli Stati Uniti, entro agosto 2006, ha superato le 630.000 copie, piazzandosi tra i giochi per GBA più venduti del periodo. Il successo ha portato a un terzo capitolo, Buu's Fury, nel 2004.

Per chi è

Per chi ama i giochi di ruolo d'azione vecchio stile e vuole rivivere la saga di Cell dal punto di vista di Gohan, il vero protagonista di questo periodo. Oggi va recuperato su cartuccia originale. Chi cerca la stessa idea, una storia di Dragon Ball Z da esplorare e non solo da combattere, in versione moderna, deve guardare a Dragon Ball Z: Kakarot.

Il commento della redazione

Legacy of Goku II è la dimostrazione che un piccolo studio occidentale poteva capire Dragon Ball meglio di molti adattamenti ufficiali. Non ha la spettacolarità dei picchiaduro, ma regala qualcosa di più raro: la sensazione di vivere dentro la serie, parlando con i personaggi e girando per il mondo tra un combattimento e l'altro. Per questo è all'ottavo posto nella nostra classifica dei migliori videogiochi di Dragon Ball.