
Il cinquantesimo episodio di Dragon Ball, trasmesso in Giappone l'11 febbraio 1987, è la parte più «archeologica» della saga dell'Esercito del Fiocco Rosso. Nel covo sotterraneo dei pirati ogni corridoio nasconde una trappola, e Goku, Bulma e Crilin devono attraversarli tutti con il Generale Blue alle calcagna. Chi ha costruito quel posto non voleva visite, e lo dimostra fino all'ultima scena.
Riassunto
I tre avanzano in un tunnel buio, ognuno con il suo pensiero fisso: Crilin sogna di diventare ricco, Bulma vuole solo la sfera del drago, Goku ha fame. Dietro di loro Blue e un pugno di soldati seguono le tracce, sicuri che la grotta diventerà la tomba perfetta per quei ragazzini.
Al quartier generale, intanto, il Comandante Red posa per un ritratto. Quando il pittore finisce, il quadro mostra un Red altissimo, seduto in poltrona, accanto a un Black minuscolo. Il vero Black trattiene a fatica una smorfia e Red lo accusa di ridere di lui.
Nella grotta, il trio entra in una sala dal pavimento punteggiato di pulsanti e dalle pareti piene di fori. Crilin ne calpesta uno e una lancia gli sfreccia sopra la testa: ogni pulsante fa scattare un colpo. Goku salta dall'altra parte senza problemi, Crilin lo imita sbattendo la testa contro il soffitto, Bulma invece non ce la fa e attraversa appesa al bastone Nyoi, che Goku allunga fino all'altra sponda, lamentandosi prima perché va troppo veloce e poi perché traballa.
I soldati di Blue, mandati avanti di corsa, non hanno la stessa fortuna: la trappola li elimina tutti. Il generale, rimasto solo, ragiona da pirata e trova un passaggio segreto che aggira la sala. Poco più avanti Goku e gli altri entrano in una stanza illuminata attraverso dei teschi e il pavimento cede sotto i loro piedi. Goku si aggrappa al bordo, Bulma a lui, Crilin ai pantaloncini di Bulma, che finiscono alle caviglie. Sotto scorre un fiume di lava, e solo il bastone Nyoi, puntato all'ultimo, li salva.
Blue nel frattempo affronta un'anguilla elettrica gigante in un laghetto sotterraneo e la uccide. Alla fine tutti sbucano nello stesso punto: un porto sotterraneo con una grande nave. Blue si nasconde dietro alcune casse e decide di aspettare che siano i ragazzi a portarlo al tesoro. Goku però sente che qualcosa si muove. Due luci si accendono, due chele si aprono, e un gigantesco robot guardiano esce dall'ombra.
Il commento
L'ispirazione è dichiarata: la sala delle lance richiama da vicino l'apertura dei Predatori dell'arca perduta, e tutto l'episodio gioca con il fascino del film d'avventura anni Ottanta. Funziona perché ogni trappola rivela qualcosa dei personaggi: l'agilità di Goku, l'entusiasmo un po' goffo di Crilin, la totale inadeguatezza di Bulma al lavoro sul campo.
Blue, dal canto suo, guadagna spessore. Perde tutti i suoi uomini senza battere ciglio e se la cava da solo con astuzia e forza, segno che non sarà un avversario da liquidare in un colpo. La sua scelta di lasciarsi guidare dai ragazzi lo rende un cattivo calcolatore, più pericoloso dei soliti soldati.
La scena del ritratto è la chicca nascosta. Sembra solo una gag sulla vanità di Red, ma anticipa con molti episodi di anticipo il vero motivo per cui il comandante vuole le sfere.
Curiosità
- L'episodio adatta il capitolo 74, dalla sesta pagina, e le prime tre pagine del capitolo 75 del manga di Akira Toriyama. In Giappone ottenne uno share del 26,2%.
- Il ritratto di Red, la caduta verso il fiume di lava e lo scontro tra Blue e l'anguilla elettrica sono aggiunte dell'anime.
- Per tutto l'episodio sulla fascia al braccio di Blue si legge «BULE» invece di «BLUE».
- Nella prima edizione italiana del 1989 l'episodio si intitolava «Incubo in fondo all'Oceano».
Lo sapevi? Nel ritratto Red ha i capelli bianchi, come nel manga, mentre nell'anime il personaggio è rosso di capelli.
