Dragon Ball episodio 20: «Le eliminatorie»

Dragon Ball episodio 20: 137 concorrenti per otto posti. Goku, Crilin e Yamcha superano le eliminatorie del Torneo Tenkaichi senza fatica. Trama e commento.

Aggiornato il 19 ottobre 2026Lettura: 3 min

Il ventesimo episodio di Dragon Ball, trasmesso in Giappone il 9 luglio 1986, è il giorno della verità per gli allievi del Maestro Muten. Alle eliminatorie del 21° Torneo Tenkaichi si presentano in 137 per otto posti, e Goku e Crilin, che in otto mesi non hanno mai imparato una mossa, scoprono cosa sono diventati. Il titolo giapponese lo chiede apertamente: verrà fuori, la forza dell'allenamento?

Riassunto

Fuori dall'edificio delle eliminatorie il pubblico non può entrare, e Bulma si arrangia: costringe Oolong a farle da sgabello per guardare da una finestra alta, con Pual che svolazza accanto a lei. Dentro, un monaco spiega le regole. I concorrenti sono divisi in quattro gironi e da ciascuno passano in due; si perde uscendo dal ring, svenendo o arrendendosi, è vietato uccidere e usare armi, e ogni incontro dura al massimo un minuto. Goku pesca il numero 70 e Crilin il 93, entrambi nel terzo girone ma lontani tra loro; Yamcha ha il 35, nel secondo.

Goku combatte per primo contro un gigante baffuto che lo chiama formica. Gli sfreccia accanto, gli dà un colpetto alla gamba e l'avversario cade fuori dal ring da solo. Gli altri concorrenti pensano a un incidente; Yamcha capisce benissimo cosa ha visto. Poi due allievi del tempio Orin riconoscono Crilin e lo deridono: era scappato in lacrime e non aveva talento. Il più alto scopre di essere il suo avversario e pregusta la rivincita.

Crilin sale sul ring tremando. Al primo pugno salta per lo spavento, ma ricadendo l'istinto prende il sopravvento: con un calcio spedisce il vecchio persecutore oltre il girone vicino e attraverso il muro esterno. Dal buco che ha aperto, Bulma e gli altri possono finalmente seguire le eliminatorie senza sgabelli. Intanto Muten, che ha detto di andare in bagno, non si fa vedere.

Gli incontri scorrono veloci. Yamcha stende un gigante con un calcio alla testa; Crilin si distrae, incassa una scarica di colpi, si rialza fingendo di essere uno zombi e mette in fuga l'avversario. Nelle sfide decisive Yamcha batte un uomo lupo e diventa il primo finalista; Goku butta fuori un lottatore di kung fu dopo averlo fatto inciampare; Crilin manda al tappeto un uomo orso, che sventola bandiera bianca. Tutti e tre sono tra gli otto, e proprio in quel momento Muten ricompare alle spalle di Bulma.

Il commento

È uno degli episodi più soddisfacenti della saga, perché paga in un colpo solo otto mesi di attesa. Lo spettatore ha visto i ragazzi arare, nuotare e portare latte senza mai sapere a cosa servisse; qui scopre la risposta insieme a loro. La scena del gigante che cade dopo un buffetto è costruita benissimo, con gli altri lottatori che preferiscono pensare a un caso.

Il cuore emotivo è però Crilin. L'anime aveva preparato il terreno con il ricordo dei bulli del tempio Orin, e il calcio che manda il suo persecutore attraverso il muro è una piccola catarsi. Il fatto che sia un gesto d'istinto, quasi involontario, lo rende ancora più vero: Crilin non sapeva di essere diventato così forte.

Le gag di Bulma e Oolong alla finestra allungano il brodo, ma servono a tenere il pubblico fuori, come gli spettatori veri. Il buco nel muro che risolve il problema è una soluzione degna di Toriyama.

Curiosità

  • L'episodio adapta la seconda parte del capitolo 33 e il capitolo 34 del manga di Akira Toriyama e in Giappone ottenne uno share del 24,4%, il più alto della saga fino a quel momento.
  • Nell'anime il monaco dice che il torneo si tiene ogni cinque anni; il successivo, però, arriverà tre anni dopo.
  • Il lottatore di kung fu battuto da Goku nella sfida decisiva pratica lo stile della «Zanna di Leone».

Lo sapevi? Dopo aver battuto il gigante, Goku consiglia a Crilin di non usare tutta la forza contro avversari che non lo meritano. Poi, davanti ai bulli del tempio Orin, cambia idea: con quelli si può.

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