
Dragon Ball è stato scritto settimana per settimana, senza un piano preciso e senza appunti: inevitabile che qualcosa non torni. Alcune incongruenze nascono dal manga stesso, altre dal passaggio all'anime, ai film e ai seguiti scritti a decenni di distanza. In questa pagina abbiamo raccolto solo i casi documentati, con le spiegazioni di Akira Toriyama quando esistono, lasciando da parte le leggende che circolano da anni nei forum.
Un autore che dimenticava apposta
La radice di molti "buchi" la indica lo stesso Toriyama. In un'intervista a V-Jump del 2013 spiegò di non prendere appunti sul suo mondo e di dimenticare le cose di proposito: se non si dimentica il vecchio, diceva, le idee nuove non arrivano. È la stessa intervista in cui ammise di confondere Super Saiyan 2 e 3, un aneddoto che trovate tra le nostre curiosità su Dragon Ball.
Gli esempi non mancano:
- Lunch: nel 2003, rispondendo alle domande dei lettori di Shonen Jump, Toriyama confessò di essersi completamente scordato del personaggio dopo l'arrivo di Radish, e di aver poi inventato una scusa per la sua sparizione, cioè la sua partenza dietro a Tensing.
- Taopaipai: in una chiacchierata con Eiichirō Oda, l'autore di One Piece, Toriyama non ricordava il killer dell'Esercito del Fiocco Rosso, e ci volle la descrizione del sicario che lancia una colonna e ci vola sopra per fargli tornare la memoria.
- Goten: Daiki Miki, character designer di Dragon Ball Online, raccontò che Toriyama gli chiese chi fosse Goten. Saputo che somigliava a Goku, propose di disegnare direttamente Goku bambino.
- Bulma: nel 2013 Toriyama ammise di non sapere quale fosse il vero colore dei capelli di Bulma, che negli anni era cambiato più volte.
Le età che non tornano
Il caso più curioso riguarda Vegeta. In un'intervista del 1990, tradotta dai fan solo di recente e ripresa da CBR, Toriyama spiegava di aver sempre disegnato il principe dei Saiyan immaginandolo molto più giovane di Goku, sui vent'anni durante la saga di Freezer. Lo special televisivo su Bardock, però, mostrò Vegeta già bambino quando Goku era appena nato. L'autore si accorse di non averlo mai detto allo staff dell'anime e lasciò correre. La cronologia ufficiale del Daizenshuu 7 (1996) ha poi fissato la nascita di Vegeta all'anno 732 e quella di Goku al 737: cinque anni di differenza, a favore del principe.
Anche i conti di Goku sono particolari, perché passa sette anni nell'aldilà e il suo corpo intanto non invecchia. Ecco le età calcolate sulle date del Daizenshuu:
| Momento | Anno | Goku | Gohan | Vegeta |
|---|---|---|---|---|
| Arrivo di Radish | 761 | 23-24 | 4 | 29 |
| Saga di Namecc | 762 | 25 | 5 | 30 |
| Cell Game | 767 | 30 | 9-10 | 35 |
| Saga di Majin Bu | 774 | 37 (30 fisici) | 16-17 | 42 |
Gli anni passati nella Stanza dello Spirito e del Tempo complicano ancora di più il quadro: alla fine della saga di Bu, Vegeta ha fisicamente un paio d'anni in più della sua età anagrafica.
Lo sapevi? Interrogato sull'argomento, Toriyama ammise di evitare di pensare troppo alle età dei suoi personaggi, perché a guardarle da vicino diventavano un po' strane.
Livelli di combattimento: numeri nati per saltare
Gli scouter della saga dei Saiyan e di Freezer davano al lettore un numero facile da capire. Toriyama spiegò nel 2014, in una rubrica di Saikyō Jump, che aveva previsto il problema: se la forza è un numero, si sa già chi vincerà. Per questo stabilì che Goku e compagni potessero alzare e abbassare la propria aura, rendendo le misurazioni inaffidabili, e dopo la saga di Freezer i numeri spariscono quasi del tutto. Le cifre pubblicate dopo nelle guide e nelle riviste vanno prese con le pinze, e a volte si contraddicono tra loro.
La battuta più famosa sul tema, poi, è un errore di traduzione. Quando Goku torna dall'allenamento con Re Kaioh, Vegeta legge sullo scouter una potenza superiore a 8.000. Nell'edizione italiana il numero è giusto ("più di ottomila"), mentre il primo doppiaggio americano, realizzato da Ocean, lo trasformò in "over 9000", diventato un meme planetario dal 2006.
GT, Super e Daima: tre seguiti da incastrare
Il manga si chiude con un epilogo ambientato dieci anni dopo la sconfitta di Majin Bu, al 28° Torneo Tenkaichi (anno 784). Dragon Ball GT, scritto dallo staff di Toei e non da Toriyama, riparte cinque anni dopo, nel 789. Dragon Ball Super si colloca invece proprio dentro quel salto di dieci anni, con la nascita di Pan e l'arrivo di divinità come Beerus e Whis. Il risultato è che GT, uscito vent'anni prima, ignora completamente forme, nemici e personaggi di Super. Per molti fan le due serie sono quindi incompatibili, anche se una cronologia ufficiale esposta nel 2017 inseriva comunque GT nella linea temporale.
Poi è arrivato Dragon Ball Daima, ambientato un anno dopo la saga di Bu e quindi prima di Super. Qui Vegeta usa il Super Saiyan 3 e Goku raggiunge il Super Saiyan 4, la forma simbolo di GT. Nell'ultimo episodio Goku dice addirittura di essersi allenato a lungo per ottenerla dopo la battaglia con Bu. Peccato che in Super, ambientato anni dopo, Goku dichiari a Beerus che il Super Saiyan 3 è la sua forma più forte, e che Vegeta affronti il dio della distruzione senza mai usarlo. La serie non spiega come conciliare le due cose. Se volete orientarvi tra serie e film, la nostra guida all'ordine di visione segue la cronologia interna.
Film e riempitivi fuori posto
I film degli anni '80 e '90 sono storie parallele, spesso impossibili da collocare. Lo stesso Daizenshuu 7 inserisce nella cronologia solo due lungometraggi, La vendetta divina (Dead Zone) e Il destino dei Saiyan (Cooler's Revenge). L'anime, però, ha complicato le cose: la saga di Garlic Jr., un riempitivo televisivo andato in onda dopo la saga di Freezer, è il seguito diretto proprio di Dead Zone, e porta così un film dentro la continuità della serie TV.
Errori di animazione
Lo staff dell'anime ha regalato ai fan più di una svista cromatica, come i Saiyan biondi o dai capelli colorati in contraddizione con quanto afferma Vegeta. Il caso moderno più celebre però è l'episodio 5 di Dragon Ball Super, trasmesso nell'estate del 2015: lo scontro tra Goku e Beerus sul pianeta di Re Kaioh fu bersagliato dalle critiche per i disegni sproporzionati, e problemi simili tornarono dall'episodio 24. Il produttore Norihiro Hayashida difese la serie, attribuendo i difetti ad alcune sequenze affidate a nuovi animatori e ai tempi sempre più stretti della produzione. Toei comunque corse ai ripari: nel primo cofanetto Blu-ray e DVD, uscito in Giappone a fine 2015, molte inquadrature dell'episodio sono state ridisegnate.
Le incongruenze di casa nostra
Anche l'adattamento italiano ha aggiunto le sue. Nella seconda edizione di Dragon Ball, secondo la scheda di Antonio Genna, il nome "Al Satan" finisce sia allo Stregone del Toro, il padre di Chichi, sia al Grande Mago Piccolo. Per decenni Piccolo è stato "Junior" e Kakaroth "Kaarot": solo il doppiaggio di Daima del 2026 è tornato ai nomi originali. Più che errori, sono il segno di una saga cresciuta un pezzo alla volta, in Giappone come da noi.
