Curiosità su Dragon Ball: 20 fatti verificati

20 curiosità verificate su Dragon Ball: le ispirazioni di Toriyama, Arale e Dr. Slump, l'origine della Kamehameha, errori celebri e retroscena del manga.

Aggiornato il 18 ottobre 2026Lettura: 6 min

Dietro Dragon Ball ci sono quarant'anni di aneddoti, ma anche molte leggende metropolitane. Abbiamo raccolto 20 curiosità che si possono verificare, quasi tutte raccontate dallo stesso Akira Toriyama o dai suoi editor in interviste e guide ufficiali. Il manga originale, serializzato su Weekly Shōnen Jump dal 1984 al 1995, conta 519 capitoli in 42 volumi e nel 2022 aveva superato i 260 milioni di copie vendute nel mondo.

1. Un Viaggio in Occidente con il kung fu

La base di Dragon Ball è il classico cinese Viaggio in Occidente: Goku è il re scimmia Sun Wukong, Bulma il monaco Tang Sanzang, Olong il maiale Zhu Bajie. Toriyama lo mescolò con i film di arti marziali di Hong Kong, e disse che senza Drunken Master di Jackie Chan la serie non sarebbe mai nata. Torishima, dal canto suo, scelse il romanzo anche perché era libero da diritti e perché un'ambientazione cinese era rara nei manga dell'epoca.

2. Il titolo arriva da Bruce Lee

Il nome Dragon Ball si ispira a I tre dell'Operazione Drago (Enter the Dragon) e alle tante imitazioni dei film di Bruce Lee che, negli anni Settanta, avevano quasi sempre la parola "drago" nel titolo.

3. Doveva durare un anno

All'inizio Toriyama pensava che la storia sarebbe durata circa un anno, o che si sarebbe chiusa una volta raccolte le sfere. Pur volendola semplice da seguire, la pensò per un pubblico un po' più grande di quello di Dr. Slump.

4. La Kamehameha l'ha battezzata sua moglie

Toriyama inventò i nomi di quasi tutte le tecniche, tranne la più famosa. Indeciso su come chiamare l'onda energetica del Maestro Muten, si affidò alla moglie Yoshimi Katō, ex fumettista con lo pseudonimo Nachi Mikami, che propose "Kamehameha".

5. Odiava dare un nome ai colpi

L'autore trovava ridicolo urlare il nome di una mossa: in un combattimento vero, scherzava, ti ammazzano prima che tu finisca la frase. Fu il suo editor Kazuhiko Torishima a insistere. Toriyama si adeguò con metodo: nomi inglesi per un tipo come Vegeta, ideogrammi più ricercati per Piccolo.

6. L'isola del torneo è Bali

Lo scenario del Torneo Tenkaichi è modellato su Bali, che Toriyama visitò nel 1985. Più in generale, l'autore volle un mondo di ispirazione asiatica per staccarsi dalle atmosfere da costa ovest americana di Dr. Slump.

7. Goku nel villaggio di Arale

Durante la saga del Fiocco Rosso, Goku arriva al Villaggio Pinguino di Dr. Slump e incontra Arale. Toriyama ha spiegato che la deviazione era un tentativo di tornare alla commedia e all'avventura, prima di arrendersi al fatto che il pubblico voleva soprattutto combattimenti.

8. Il cameo dell'autore è un robot

Timido e restio a mostrarsi in pubblico, Toriyama si rappresentava dal 1980 con un piccolo robot, sia nelle pagine dei suoi manga sia nelle interviste. I fan lo chiamano "Tori-bot".

9. Un solo assistente e niente bozze

Di solito un mangaka passa da una bozza a uno storyboard e poi alla tavola finale. Toriyama saltava la bozza, perché era meno lavoro, e lavorava con un solo assistente. Quando iniziò la serie aveva pronti gli storyboard di appena tre capitoli. Durante la serializzazione cominciava a due giorni dalla consegna: storyboard da mezzanotte alle sei del mattino, poi chine fino a sera, tutto in circa un giorno e mezzo.

10. Le lettere dei fan, al contrario

L'autore leggeva i suggerimenti dei lettori, ma spesso faceva l'opposto. Molti gli scrivevano di non uccidere Vegeta: è esattamente quello che fece.

11. Freezer e la bolla speculativa

Freezer nasce negli anni della bolla economica giapponese, ispirato agli speculatori immobiliari, che Toriyama considerava "il peggior tipo di persone". Secondo i suoi editor, la saga di Freezer è stata il picco di popolarità della serie.

12. La Squadra Ginew serviva a respirare

Con nemici sempre più forti, Toriyama faticava a mantenere l'equilibrio della storia. Creò la Squadra Ginew, con le sue pose teatrali, proprio per riequilibrare le forze in campo a metà saga.

13. Far crescere Goku fu una crisi

Toriyama fece crescere Goku perché disegnare i combattimenti con un adulto era più comodo. Torishima era contrario e ha definito quel momento la sua crisi più grave: l'autore minacciava di chiudere la serie. I lettori, alla fine, accettarono il cambio senza problemi.

14. Gohan doveva essere il nuovo protagonista

Dopo la morte di Cell, Toriyama voleva che Gohan prendesse il posto del padre, ma si convinse che il personaggio non fosse adatto e cambiò idea. Anche la saga dei cyborg e di Cell gli costò fatica: temeva di non riuscire a superare quella di Freezer.

15. "Troppo squadrato"? Ancora di più

Nella seconda metà della serie alcuni lettori si lamentavano che il disegno fosse diventato troppo spigoloso. La risposta di Toriyama fu renderlo apposta ancora più squadrato.

16. Il papà che confondeva le trasformazioni

In un'intervista a V-Jump del 2013 Toriyama disse di pensare che la forma con i capelli lunghissimi fosse il Super Saiyan 2, mentre è il Super Saiyan 3. Tutte le forme, con i loro debutti, sono nella nostra guida alle trasformazioni Super Saiyan.

17. Saiyan biondi per errore

Vegeta afferma che i Saiyan purosangue hanno sempre i capelli scuri. Eppure, in uno special televisivo e in un episodio di Dragon Ball Z compaiono Saiyan biondi, rossi o blu: scelte cromatiche dello staff di animazione, oggi considerate errori.

18. Il flop che riportò Toriyama al cinema

Toriyama fece da consulente per il film americano Dragonball Evolution (2009). Giudicò la sceneggiatura piatta e lontana dal suo mondo, suggerì modifiche che non furono accolte e alla fine disse di non poter chiamare quel film Dragon Ball. Con La battaglia degli dei (2013) partecipò invece fin dalla scrittura.

19. Esiste il Goku Day

Dal 2015 in Giappone il 9 maggio è il "Goku Day", riconosciuto dalla Japan Anniversary Association: in giapponese 5 e 9 si possono leggere "go" e "ku".

20. L'ultimo saluto di Piccolo

L'ultimo contributo di Toriyama a Dragon Ball fu una correzione al capitolo 103 di Dragon Ball Super: chiese a Toyotarō di ridisegnare il finale perché Piccolo, andandosene, salutasse il lettore. Il capitolo uscì il 28 marzo 2024, meno di un mese dopo la morte dell'autore, scomparso il 1° marzo a 68 anni, con un piccolo omaggio in fondo alla pagina.

Lo sapevi? Il manga ha contribuito a portare Weekly Shōnen Jump al suo record storico di 6,53 milioni di copie a settimana.

Molti di questi aneddoti dicono la stessa cosa: Dragon Ball è nato in fretta, settimana dopo settimana, da un autore che preferiva improvvisare piuttosto che pianificare. Anche per questo i nomi dei personaggi sono un gioco continuo, come spieghiamo nella pagina su nomi e giochi di parole.