
Il primo episodio di Dragon Ball, trasmesso da Fuji TV il 26 febbraio 1986, fa una cosa sola e la fa benissimo: fa incontrare Goku e Bulma e li mette in viaggio. Il titolo giapponese è semplicemente «Bulma e Son Goku»; in Italia è diventato «Goku conosce Bulma» nell'edizione Mediaset, mentre la prima edizione del 1989 lo intitolava «L'avventura comincia».
Riassunto
Su una montagna sperduta vive un bambino con la coda da scimmia. Si allena da solo e parla con una sfera arancione a quattro stelle, che chiama «nonno»: è l'unico ricordo dell'uomo che lo ha cresciuto. Quando la sfera si illumina, il piccolo Goku è convinto che il nonno stia cercando di dirgli qualcosa.
Dopo essere sfuggito a una tigre dai denti a sciabola, pesca un pesce enorme usando la coda come esca e lo stende con un calcio. Sulla via di casa, mentre trascina la preda, viene travolto da un'automobile. Al volante c'è Bulma, una ragazza di città che segue un misterioso apparecchio. Goku non ha mai visto un'auto: la prende per un mostro, la solleva e la scaraventa lontano. Bulma risponde sparandogli con una pistola, ma i proiettili gli fanno appena male. Il bambino non ha mai visto nemmeno una ragazza, e per capire se ha la coda le solleva la gonna con il suo bastone.
Il nonno gli aveva insegnato a essere gentile con le ragazze, così Goku invita Bulma a casa. Lì lei vede la sfera e capisce di aver trovato ciò che cercava. È una delle sette sfere del drago: chi le riunisce evoca un drago che esaudisce qualsiasi desiderio. Bulma ne ha già due, una scovata in un magazzino di casa e una trovata in una valle a nord, e le rintraccia con un radar che ha costruito da sola. Il suo desiderio è un fidanzato perfetto. Goku però non vuole separarsi dal ricordo del nonno, finché lei trova l'argomento giusto: lo invita a seguirla nel viaggio.
Intanto, in un castello in rovina, il piccolo e blu Pilaf trova una sfera con i suoi due scagnozzi, Mai e Shu, e scopre con rabbia che da sola non serve a nulla.
Bulma tira fuori una moto da una minuscola capsula, e Goku la crede una strega. Durante una sosta uno pteranodonte lega il bambino a un albero e rapisce la ragazza per mangiarsela. Goku si libera con la coda, lancia la moto giù da una collina, spicca un salto e allunga il bastone Nyoi fino a colpire il rettile. Bulma è salva, e il viaggio può cominciare.
Il commento
È un episodio pilota esemplare. In pochi minuti sappiamo tutto quello che serve su Goku: è fortissimo, ingenuo, legato al nonno, cresciuto fuori dal mondo. E su Bulma: intelligente, vanitosa, pratica fino al cinismo. Tutta la puntata vive sul contrasto tra la montagna e la città, tra il bastone e la pistola, tra la natura selvaggia e le capsule che contengono moto intere.
La regia di Minoru Okazaki, su sceneggiatura di Yasushi Hirano, dilata il primo capitolo del manga senza farlo sembrare annacquato. Le scene aggiunte, come la fuga dalla tigre con la caduta nel vuoto alla Willy il Coyote, rafforzano il tono da cartone comico.
La differenza più importante con il manga è l'arrivo anticipato di Pilaf: nel fumetto l'imperatore compare molto più avanti, mentre l'anime lo introduce subito per dare un rivale alla caccia. Più piccola, ma curiosa, la variazione sull'incontro: nel manga Bulma frena in tempo, qui investe Goku in pieno.
L'umorismo è quello malizioso di Toriyama, con la gonna sollevata e le offerte audaci di Bulma. Oggi qualche gag stona, e infatti diverse scene furono tagliate nel primo doppiaggio americano. Resta un debutto pieno di energia e di meraviglia.
Curiosità
- In Giappone il primo episodio raccolse uno share del 27,4%.
- Sulla schiena del vestito di Pilaf c'è la scritta cinese 炒饭, «riso fritto»: un gioco di parole con il suo nome, come il pilaf, piatto di riso.
- Tra il 1989 e il 1990 la società americana Harmony Gold doppiò in inglese i primi cinque episodi ribattezzando Goku «Zero»: quella versione fu provata in poche città degli Stati Uniti e non venne mai trasmessa su larga scala.
Lo sapevi? Toriyama scelse personalmente Masako Nozawa come voce giapponese di Goku, dopo averne ascoltato il provino.
