Dragon Ball episodio 11: «Prigionieri»

Dragon Ball episodio 11: prigionieri nel castello, Goku e i suoi amici perdono l'ultima sfera del drago e Pilaf evoca Shenron. Trama, commento e curiosità.

Aggiornato il 19 ottobre 2026Lettura: 3 min

L'undicesimo episodio di Dragon Ball, trasmesso in Giappone il 7 maggio 1986, porta la saga al punto di non ritorno. Chiusi in una cella del castello, Goku e i suoi amici si fanno rubare l'ultima sfera del drago e devono assistere impotenti mentre Pilaf evoca il drago Shenron. In mezzo, una delle torture più ridicole della storia dell'animazione e una fuga a rotta di collo.

Riassunto

Intrappolati nella stanza senza uscita, Bulma, Goku, Oolong, Yamcha e Pual cercano una via di fuga. Goku non sa nemmeno cosa sia una trappola, e Yamcha prova inutilmente a sfondare le pareti con i suoi colpi. Su uno schermo appare Pilaf, che si presenta come il grande re e pretende la sfera a quattro stelle.

Bulma gli fa la linguaccia e Pilaf, offeso, la fa prelevare da un braccio meccanico annunciando qualcosa di "indecente". La punizione si rivela un bacio soffiato da lontano, che fa arrossire lui e i suoi scagnozzi. Bulma, che si aspettava ben altro, lo prende in giro, e Pilaf la rispedisce in cella sconvolto.

Si passa allora al gas sonnifero. Tutti crollano addormentati, compreso Pilaf, che entra nella cella senza maschera. Mai trova la sfera legata alla schiena di Goku e la porta via. Al risveglio la sfera non c'è più, ma la cella è rimasta aperta. Il gruppo incrocia Pilaf e i suoi nei corridoi e li insegue, finché il tiranno non attiva un'altra trappola: suonando un organo, comanda una gigantesca biglia da pachinko che li rincorre nei corridoi e li spinge di nuovo nella cella di partenza.

Mentre fuori Pilaf dispone le sette sfere sotto la luna piena, Yamcha suggerisce a Goku di usare la Kamehameha imparata da Muten. Il colpo però apre solo un piccolo buco nel muro. Pual e Oolong si trasformano in pipistrelli e volano fuori per rubare almeno una sfera, ma arrivano tardi: il cielo si oscura e dalle sfere emerge Shenron.

Il commento

È un episodio costruito quasi interamente su una stanza e un castello, e proprio per questo la regia gioca con lo spazio. I corridoi labirintici e la biglia gigante trasformano il castello in un flipper, una sequenza assente nel manga che allunga la storia senza appesantirla. È un riempitivo riuscito, perché è visivamente divertente e mantiene la tensione verso l'evocazione.

La comicità ruota attorno a Pilaf, un cattivo che si scandalizza per un bacio e si addormenta col proprio gas. È un ritratto che lo renderà un personaggio da commedia per sempre. La scena della "tortura" è anche un piccolo gioco con le aspettative del pubblico: la reazione delusa di Bulma è la vera battuta.

C'è poi un dettaglio che vale la pena notare: la Kamehameha di Goku riesce appena a bucare il muro. Dopo l'exploit dell'episodio 8, la serie ricorda che il talento da solo non basta, e Goku stesso ammette ridendo di non essersi allenato abbastanza. È il seme della sua decisione di andare da Muten.

Il finale funziona da cliffhanger classico. Dopo dieci episodi di ricerca, il drago appare davvero, ma dalla parte sbagliata. È la prima evocazione di Shenron della serie, e la sua messa in scena, con il cielo che si fa scuro e i fulmini sulle sfere, resterà il modello di quelle successive.

Curiosità

  • Goku confonde la parola giapponese per "trappola", wana, con "banana": un gioco di parole difficile da rendere in traduzione.
  • Nell'edizione Trimark del primo doppiaggio inglese (1995) fu tagliato il gesto volgare che Bulma rivolge a Pilaf.
  • L'episodio adatta il solo capitolo 19 del manga e in Giappone ebbe uno share del 24,6%.

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